Rampulla: "Andrea Agnelli ha sbagliato su Alex"
Cristina Guerri
La Juventus ha carratterizzato gli ultimi quindici anni della sua vita: dapprima come giocatore successivamente come membro dello staff tecnico delle giovanili e della prima squadra. Insomma quando si parla della Vecchia Signora non si può fare a meno di interpellare Michelangelo Rampulla che - in esclusiva per TuttoJuve.com - commenta il clamoroso addio di Alessandro Del Piero ai colori bianconeri, ma anche le possibiltà della truppa di Conte di ambire allo Scudetto.
Michelangelo, ti aspettavi l'annuncio dell'addio di Del Piero?
"Ti dico la verità: sono rimasto basito. L'annuncio fatto da Andrea Agnelli è stato un fulmine a ciel sereno del tutto inaspettato".
Condividi la scelta della società?
"Assolutamente no. La tempistica dell'annuncio mi sembra strana e mi lascia perplesso. Siamo ancora ad ottobre e il campionato è lungo, si poteva aspettare almeno gennaio per comunicare la separazione con Alex".
Come avrà reagitato Del Piero?
"Non ho ancora fatto in tempo a chiamarlo, ma sinceramente credo sia rimasto impreparato e sopreso come tutti noi".
Che Juve sarà senza Alex?
"Faccio davvero fatica a immaginarmi una Juventus senza Alessandro in campo anche se a 37 anni era preventivabile che prima o poi arrivasse l'addio".
Cosa farà Del Piero a fine stagione?
"Del Piero è l'emblema della Juventus, credo che potrà essere sicuramente - forse dopo un'annata in America - un dirigente importante e di spessore per questa società".
Passiamo a un altro tuo ex compagno di squadra come Antonio Conte: te lo aspettavi già in testa alla classifica al primo anno sulla panchina juventina?
"Antonio sta facendo bene e questo è indubbio, però ricordo che anche Ciro Ferrara è stato in testa al campionato nella prima parte della stagione...".
Poi il giocattolo si ruppe però...
"Partimmo con quattro vittorie in altrettante partite, poi purtoppo gli infortuni ci indebolirono e i risultati peggiorarono...".
Ma questa Juve di Conte è da Scudetto o rischia di calare con il passare dei mesi con già accaduto nell'ultimo biennio?
"Partiamo dal presupposto che questo è un campionato mediocre e livellato verso il basso. Se i bianconeri acquisiscono più determinazione contro le piccole, possono davvero lottare per il tricolore. Infatti il limite della Juve degli ultimi anni sono i troppi punti sperperati contro le formazioni di bassa classifica".
Come mai questo rendimento altalenante: implacabile contro le milanesi e fragile contro le cenerentole?
"Non me lo so spiegare. Forse inconsciamente la Juve gioca con la mentalità di una provinciale ovvero dà il 200% delle sue potenzialità nelle sfide di cartello per poi, inevitabilmente, rilassarsi e pagare dazio contro le compagini che lottano per la salvezza".
Qual'è la tua ricetta per lo Scudetto?
"La ricetta è una sola: chi vuole vincere il campionato deve fare punti contro le piccole. Sono quelle le partite che fanno davvero la differenza".
Passano gli anni, ma Buffon e Del Piero rimangono sempre inossidabili...
"Campioni come loro sono fondamentali per trasmettere la juventinità e il dna vincente ai nuovi acquisti. Loro hanno vinto tutto con Lippi e Capello e possono essere un esempio per i nuovi".
Chi può essere il loro erede come simbolo della juventinità?
"Sicuramente Marchisio è l'erede perfetto, ma anche De Ceglie ha il cuore bianconero".
Dulcis in fundo, ci fai la tua griglia per lo Scudetto?
"Il Milan si riprenderà e sarà un osso duro anche quest'anno. Non sottovaluterei poi Napoli e Lazio, tuttavia la Juve ha l'organico attrezzato per lottare sino all'ultimo. Spero di cuore che ci possa riuscire".




