Reja recrimina: "Sembra che la Lazio non abbia fatto nulla"
Riccardo Mancini
La doppia faccia di un bilancio. Gratificante per il ritorno in Europa dopo un anno di astinenza, amaro per aver mancato in extremis il sogno Champions League. All'indomani dell'ultima tappa ufficiale della stagione, in casa biancoceleste la logica sfida una serpeggiante sensazione di rimpianto. Europa League, record di punti dell'era Lotito (superata di un punto quota 65 acciuffata da Rossi nel 2007), primato di successi (20) da quando il campionato è a 20 squadre, seconda difesa del campionato, primato cittadino ristabilito dopo 8 lunghi anni: eppure all'artefice di tutto questo non può bastare fino in fondo. Edy Reja, che ha blindato il suo futuro biancoceleste con un personale ruolino di marcia da "paura": 90 sono i punti collezionati dal febbraio del 2010 ad oggi in 53 uscite. 1,6 di media sui 3 disponibili in ogni gara, a metà tra il successo e la delusione: "Rispetto a quanto avvenuto nella scorsa stagione, quando rischiammo di retrocedere, il raggiungimento dell'Europa League è stata una grandissima ricompensa per la società e per i ragazzi - ha sottolineato il tecnico goriziano ai microfoni di Lazio Style Radio - , C'è stata una crescita costante, abbiamo centrato un ottimo traguardo grazie esclusivamente a nostri meriti, siamo stati dal primo all'ultimo giorno in corsa per il quarto posto. Alla fine il verdetto ha premiato l'Udinese. Non possiamo far altro che accettarlo, anche se visto alcuni episodi che ci hanno penalizzato nel corso dell'annata potremmo lamentarci ancora. Noi ce l'abbiamo messa davvero tutta - continua Reja - , ed ora chiaramente non possiamo essere felici per come è andata a finire. L'amaro in bocca ancora c'è, non possiamo far altro che aspettare che il tempo riduca quest'amarezza".
Poi l'ottimismo prenderà il largo sul rammarico: "Ora quello che abbiamo centrato sembra poca cosa, invece è molto importante - spiega il tecnico - Non più tardi di un anno fa eravamo in zona retrocessione. Questa è la strada giusta per un cammino futuro ancor più sicuro. Abbiamo gettato le basi per stazionare stabilmente ai vertici del campionato. In settimana ho parlato con Lotito, quando tornerà da Milano ci ritroveremo per pianificare il lavoro, le strategie e soprattutto per decidere il giorno esatto della partenza per il ritiro di Auronzo di Cadore (tra il 9 ed il 10 luglio, ndr). Auguriamoci che sia ancora una grande Lazio".
E' un continuo oscillare di sentimenti Reja, ma c'è una certezza che proprio non riesce a digerire: "Nessuno dopo la fine del campionato ha speso una parola nei confronti della Lazio, sembra che non abbiamo fatto niente di buono". Come se il pareggio dell'Udinese con il Milan avesse avuto anche la forza di cancellare tutto: "Si sapeva già come sarebbe finita al Friuli - sottolinea Reja - , Il destino era segnato già dopo la vittoria dei bianconeri a Verona con il Chievo. Un pareggio poteva stare bene a tutti, ma a me non interessa sapere come è andata, tanto che ieri in panchina non ho voluto neanche la radiolina".




