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Roma, Sabatini difende Luis Enrique: "Siamo soddisfatti"

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Riccardo Mancini
lunedì 17 ottobre 2011, 21:182011
autore Riccardo Mancini
17.10.2011 21:182011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Alberto Fornasari

"Per lenire il dolore cercheremo di vincere quattro o cinque partite". È l'auspicio di Walter Sabatini, direttore sportivo della Roma, il giorno dopo la caduta nel derby con la Lazio: "È una sconfitta dolorosissima - ammette il dirigente giallorosso a Radio Manà Manà Sport, all'interno della trasmissione "C'è calcio per te" - Non recrimino per l'arbitraggio, la partita l'abbiamo persa noi, ma forse sarebbe stato opportuno non designare Tagliavento. La Roma? A tratti si è vista una squadra bella, visibilmente appagante, però non abbiamo avuto continuità. Merito, comunque, alla Lazio: ha fatto una buona partita, ha dei grandi calciatori, è un'ottima squadra".

La delusione per il passo falso, dunque, non si spegne, ma si cerca di guardare avanti: "Siamo furenti - continua Sabatini - non avremmo mai voluto perdere un incontro del genere. Ora inizierà un ciclo di partite importanti, sapremo reagire. Tireremo fuori le nostre qualità, Luis Enrique riordinerà le truppe e saprà ripristinare la normalità. Cosa dire ai tifosi romanisti? Mi verrebbe da bestemmiare... (ride, ndr) Cercheremo di vincere quattro o cinque partite per lenire questo dolore". Tra le cause della sconfitta, qualcuno ha indicato Luis Enrique, troppo audace in alcune scelte tecniche. La società, però, è dalla parte del tecnico asturiano: "È un uomo di solidi principi, li trasferisce in campo e nello spogliatoio. Siamo soddisfatti del suo lavoro, anche se questo è un lunedì di piombo. È un tecnico straordinario, coraggioso e propositivo, sa relazionarsi con il gruppo. I calciatori sono contenti di lui. Si sente a metà del guado, ci sono alcuni margini da colmare, questo succederà in fretta. Se poi alla squadra servirà qualcosa, sarà responsabilità mia andare sul mercato".

A proposito del passato laziale, Sabatini non rinnega nulla: "È molto facile acquisir popolarità attraverso la dissociazione o la diffamazione. La Lazio è stata la mia società e sono grato a questo club per il periodo vissuto lì. Non credo che i tifosi della Roma possano ritenersi soddisfatti di un uomo che rinnega il suo passato. Ieri non ero allo stadio? Scaramanzia. A Parma ero mancato per un problema personale, con l'Atalanta ho pensato di fare lo stesso. La magia s'è interrotta, ora posso tornare allo stadio".