Roma, Sabatini: "Va risolto lo stallo fra Totti e Luis Enrique"
Ivan Cardia
Il direttore sportivo della Roma, Walter Sabatini, protagonista della conferenza stampa odierna assieme ad Alberto De Rossi, padre di Daniele e responsabile del settore giovanile giallorosso, ha parlato del mercato dei capitolini, ma anche del campionato che attende la squadra e dei problemi legati al rapporto di Francesco Totti con il tecnico Luis Enrique ed il prossimo dg Franco Baldini.
Ecco un estratto di quanto riportato da romanews.eu: "I risultati vanno ottenuti dentro al campo. So che c'è stata coerenza nelle scelte fatte, sono state introduttive al percorso che vogliamo fare. Sicuramente la Roma è una squadra competitiva. Avrei potuto fare meglio alcune cose, ma non penso di avere commesso grandi errori. Oggi sono con la testa a gennaio e poi a giugno dell'anno prossimo, una squadra non si completa mai, c'è sempre da integrare. Credo che la squadra sia competitiva e Luis Enrique abbia scelte importanti da fare. Innanzitutto la campagna acquisti conterà poco se non usciremo da una situazione cristallizatasi in maniera fastidiosa. I ragazzi appena arrivati e quelli rimasti saranno figuranti, visto che mi sembra si dia più importanza ad altre vicende.
Credo sia ora di affrontare questa triangolazione Baldini-Totti-Luis Enrique che non mi piace affatto, una sorta di stallo. Io so che se un aereo stalla poi precipita e non vorrei introdurre il precipizio per la Roma, sento molto il pericolo di queste vicende, che dovremo risolvere. Forse ho sbagliato a parlare di rivoluzione culturale, ma vedo che si stanno conclamando situazioni pià reazionarie che rivoluzionarie. Spero usciremo in fretta dalla situazione, sennò non ci sarà squadra e non ci sarà calcio. Tutto sarà un'ombra perchè saremo occupati su altre vicende. Sicuramente sono cose importanti per la piazza, ma noi dobbiamo giocare a calcio. Tutti devono fare qualcosa, forse quello che deve fare meno è l'allenatore. Forse il buon senso gli consiglierà di fare le cose in maniera più morbida, ma io crdo che sia un grande allenatore e se guardate l'intervista fatta dal giovane Antei, senza alleanze o situazioni da perseguire, vedrete come parla dell'allenatore. Non possiamo discuterlo perché ha fatto o non ha fatto giocare Totti, di cui parlerò dopo, oppure perché lo ha sostituito. Si tratta di scelte che creano movimenti di opinione e questi dobbiamo sopportarli, ma non credo che questo debba diventare il soggetto esclusivo della stagione della Roma, perché così mettiamo in ombra tutti gli altri che sono sulla scena della Roma. Lasciamo che anche loro interpretino il loro ruolo. Sulla situazione che riguarda Baldini e Totti voglio dire che l'ipotesi che ci sia una fronda di Baldini contro Totti non corrisponde al vero nella maniera più assoluta. Non posso però pensare che il calcio si racconti attraverso un sms ipotetico inviato da Baldini a Totti e non corrisposto... Questa non è un'accusa a voi, che riferite i fatti e gli date l'importanza che ritenete. Anche la gente poi stabilisce cosa è importante e non penso che l'importanza possa stare nel messaggino mandato a Totti a cui Totti non avrebbe risposto. Baldini mi ha chiesto disponibilità ad entrare nella Roma, e per questo lo ringrazio, e non ha mai fatto riferimento ad un problema Totti. È assurdo che si pensi ci sia un piano per annichilire Totti, che passi per Baldini e Luis Enrique, non lo posso accettare, anche perché in mezzo ci sarei anche io. Non c'è, non esiste, mi assumo le responsabilità di quello che dico. Voglio parlare anche di Totti: consentitemi un atto di vanità, farò riferimento ad una cosa che ho scritto io facendo riferimento ai campioni. 'I campioni giocano col sorriso dentro, sono quelli che tendono la mano agli avversari battuti e accarezzano i bambini a cui firmano autografi', queste sono caratteristiche che ha Totti, sono sbalordito dalla sua umanità, mi sono confrontato poco con lui, ma non ho bisogno di parlarci tanto per vedere l'umanitò di una persona. Io gli devo chiedere di essere generoso come è e di attingere a questa generosità per le faccende che riguardano il calcio: non può assecondare chi parla di problema Totti. Totti è un privilegio enorme per chi lo ha e lui non può prestarsi a questo gioco, visto che poi soffre in silenzio più degli altri. Non può lasciare che si dica che c'è il problema Totti, deve risolverlo lui facendo un grande sacrificio. So che per lui non giocare è un grande sacrificio, ma a questo punto della sua vita sportiva ci si aspetta qualcosa di speciale e deve essere lui l'artefice. Deve essere svincolato da tutte le situazioni che parlano di problemi di lesa maestà: Totti è un grande campione, ma deve esserlo con criteri diversi. Non sopporto che si vada passivamente verso la rovina, non ascolterò l'orchestra del Titanic che affonda. Non voglio parlare dei nuovi acquisti, dei partenti o di chi è rimasto. Di Vucinic che ha trovato il sorriso altrove e per farglielo ritrovare abbiamo anche perso dei soldi, ma che volete farci, ritrovare il sorriso è importante... Ho voluto parlare di questo problema, visto che Baldini è un mio interlocutore importante posso sottolineare che non ha mai pensato di creare problemi a Totti. Cosa deve fare Totti? Un calciatore quando pensa a se stesso non intende mai mettersi in discussione, non lo facevo neanche io quando ero veramente un brocco come calciatore. Oggi può darsi che Totti sia più utile alla Roma con 20 partite che con 30. Deve mantenere il sorriso anche per aiutare i nuovi. Francesco ha sempre avuto comportamenti ineccepibili.
Non parlo di accantonamento di Totti, parlo della richiesta di poter far lavorare l'allenatore serenamente. Può decidere di non far giocare Totti senza dover subire un processo o un aggressione dalla quale non si uscirebbe più. Totti non merita questo, non merita che si racconti la sua storia dicendo: 'Ha demolito gli ultimi 6 allenatori della Roma', è una cosa che ora non posso sopportare. Quando ero alla Lazio me ne fregavo le mani perché capivo che così si indeboliva l'azienda. Totti è un campione vero, un essere umano speciale, perché deve essere raccontato così? Deve resettare le sue cose, perchè il Totti di oggi deve aiutare l'allenatore chiunque esso sia, perché sennò fuori la vicenda viene raccontata in maniera diversa.
Il contratto di Daniele (De Rossi, ndr) mi preoccupa, ma so che Daniele vuole rimanere qui. Poi si confronta col mercato e fa delle richieste giustamente. La società ha pensato ad un'idea di contratto piuttosto innovativa e penso arriveremo ad una conclusione favorevole, se così non fosse sarebbe una grave perdita per la Roma ma dovremo accettarlo. De Rossi non tradisce, non fa parte delle sue corde. In caso sceglie, che è una cosa diversa. Deve naturalmente confrontarsi col mercato. L'offerta di cui parlate stava per arrivare ma non si è mai concretizzata, tanti emissari si sono avvicinati e avrebbero potuto affondare il colpo. De Rossi non è mai stato in vendita, poi la società forse soffrirà della sua perdita, ma non era il momenti di perderlo sul mercato. Ma non lo perderemo.
Borini è un ragazzo del '91, un Under 21 italiano forte, che ha la fame del gol e questo è quello che più mi ha attratto. È apparsa la possibilità di prenderlo con una soluzione accettabile e mi è sembrato opportuno farlo. Non è necessario che faccia 30 partite, ma è necessario e auspcabile che dia segnali di sé. L'anno scorso ha determinato la vittoria del campionato di serie B inglese e vincere, a qulsiasi latitudine, è difficilissimo. Lui è forte e ha voglia di fare male, una caratteristica che forse ci mancava.
Pjanic è sempre stato presente nei nostri pensieri, perché è un calciatore di classe cristallina. La scintilla è venuta fuori negli ultimi giorni di mercato, perché mi è stato comunicato un prezzo sbagliato a cui poi mi sono attaccato nella trattativa, più basso di quello che poi abbiamo pagato. Lo abbiamo pagato un po' di più, ma l'idea è partita da una telefonata ricevuta in cui mi si è parlato di un prezzo sbagliato e tutto è partito da qui".




