Serie A al via! La Roma - Tante scommesse per un nuovo ciclo
Alessio Alaimo
La prima rivoluzione riguarda la proprietà. Dopo anni importanti, di gioie e dolori a tinte giallorosse, la Roma è passata dalla Famiglia Sensi all'imprenditore americano Thomas DiBenedetto.
Il nuovo proprietario della Roma, originario di Siano (Salerno), si è presentato in grande stile e ha deciso di affidare la conduzione del club a Walter Sabatini, che si occupa della direzione sportiva, e Franco Baldini, da ottobre direttore generale. La campagna acquisti condotta in estate da Sabatini non è stata entusiasmante, almeno non sulla carta. Ma il direttore sportivo perugino in passato, tra Lazio e Palermo, ha vinto delle scommesse interessanti. Quella più grande, in giallorosso, si chiama Luis Enrique, chiamato a guidare la squadra verso traguardi importanti nel tempo. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, l'ex allenatore del Barcellona B, di strada, dovrà farne parecchia. Il caso Totti, definito pigro da Baldini, pare essersi sgonfiato. E adesso stabilire dove potranno arrivare i giallorossi, starà al campo.
Il reparto che convince meno è quello del portiere. L'esborso economico della Roma per aggiudicarsi le prestazioni di Maarten Stekelenburg, probabilmente è stato un po' troppo alto. Anche perché per la metà (3,5 milioni di euro), il Paris Saint-Germain ha prelevato Salvatore Sirigu dal Palermo. E il portiere sardo, sondato a più riprese da Sabatini che dopo aver pensato anche a Kameni ha virato sull'olandese, dati e numeri alla mano, non è inferiore all'estremo difensore della Roma. E conosce già il campionato italiano, un po' come Emiliano Viviano, che se non si fosse infortunato probabilmente, a condizione che la Roma avesse vinto la concorrenza del Genoa, sarebbe approdato nella Capitale.
L'acquisto di Simon Kjaer, la cui paternità della scoperta viene affibbiata a Sabatini quando in realtà a scoprirlo fu Rino Foschi al Torneo di Viareggio ai tempi in cui ricopriva il ruolo di direttore sportivo dei rosanero, garantisce una discreta solidità difensiva. Probabilmente due anni fa il danese sarebbe stato visto sotto una luce diversa. Ma il suo fallimento al Wolfsburg induce a non volare con la fantasia e attendere se riuscirà a ripetere le gesta di Palermo. In difesa poi, i giallorossi, hanno deciso di puntare, oltreché sul giovane Josè Angel, anche sull'esperienza dell'argentino Heinze, che probabilmente si ritaglierà uno spazio da comprimario in seno all'organico romanista.
A centrocampo, dove Daniele De Rossi sarà ancora una certezza, Sabatini è riuscito a prelevare dal Real Madrid il centrocampista Fernando Gago, proposto a più riprese, durante la sessione di mercato, all'Inter. L'argentino, nonostante in Spagna abbia giocato poco, dà l'impressione di essere una garanzia. A lui si unisce Miralem Pjanic, classe '90 ex Lione. Un calciatore che ha si fatto bene in Francia, ma per il nostro campionato è tutto da scoprire.
Le scommesse in avanti si chiamano Bojan, Borini, Lamela e Osvaldo. Chiamati a non far rimpiangere Mirko Vucinic, approdato alla Juventus, e Jeremy Menez, trasferitosi al Paris Saint-Germain. Il reparto offensivo, parecchio affollato anche a causa della permanenza di Okaka e Borriello, fino all'ultimo sul piede di partenza, garantisce un'ampia scelta a Luis Enrique, che dovrà far coesistere tutti. Incluso Francesco Totti.
Attorno ai giallorossi serpeggia grande fiducia e soprattutto curiosità. Ma sarà meglio non volare con la fantasia. Questa Roma è un concentrato di gioventù e forse entusiasmo. Elementi che però, da soli, non sempre si rivelano vincenti.
La formazione ideale, 4-3-3: Stekelenburg; Cassetti, Burdisso, Kjaer, Angel; Gago, De Rossi, Pjanic; Osvaldo, Totti, Bojan.




