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Tottenham, Cudicini: "Voglio continuare...Lazio, che ricordi"

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Riccardo Mancini
venerdì 25 novembre 2011, 15:542011
autore Riccardo Mancini
25.11.2011 15:542011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Quando si dice il caso. Carlo Cudicini esordì in serie A per una pura coincidenza nel giorno del compleanno del padre Fabio. Marchegiani uscì a valanga su Dario Silva e venne espulso per fallo da ultimo uomo al 4' minuto del primo tempo. Il giovane numero '22' biancoceleste sfoderò delle ottime parate ma soprattutto rimase stoicamente in campo negli ultimi minuti nonostante la lesione al tendine d'Achille. "Quel Lazio-Cagliari è stato il mio esordio in Serie A - ricorda Cudicini a Radio Manà Manà Sport - e di conseguenza è una di quelle cose che rimangono dentro di te per sempre. I tifosi si ricordano più il lato affettivo della vicenda che il mio esordio. Peraltro era il giorno del compleanno di mio padre (20 ottobre, ndr): una serie di coincidenze che ha fatto sì che questa partita sia rimasta nella testa e nel cuore a me, alla mia famiglia e ai tifosi della Lazio e mi ha legato molto a questa società. I tifosi laziali sono sempre molto contenti di vedermi, di salutarmi e di ricordarmi di come quella partita contro il Cagliari sia entrata nel loro cuore".

Nonostante sia rimasto in forza alla Lazio per una sola stagione, Cudicini ricorda con affetto compagni di squadra e non. "Di quella Lazio mi è rimasto molto, anche se non giocai tanto e rimasi a Roma una sola stagione, durante la quale svolgevo il servizio militare, per cui non ero molto presente. Ho imparato tanto da Marchegiani che mi ha trasmesso professionalità e dedizione. Di solito, giocando soltanto un anno da una parte, non ti rimane tanto. Ma quella squadra era un gruppo fantastico e negli anni sono rimasto in contatto con Favalli, Marcolin, Baronio, Flavio Roma (contro cui nel 2003/04 disputò la semifinale di Champions, ndr), e ricordo con affetto anche con altre persone che lavoravano alla Lazio di quel tempo come Giuseppe De Mita o Gabriella Grassi".

A 37 anni il portiere del Tottenham ancora non sa cosa farà da grande. "Da una parte spero di poter giocare più a lungo possibile perché mi regala continuamente emozioni ed essere parte di questo mondo è meraviglioso. Finché il mio corpo me lo permetterà cercherò di giocare. Il giorno che capirò di non farcela più farò qualcos'altro: al momento però non ho le idee così chiare da decidere. Mi piacerebbe continuare a far parte di questo mondo anche perché è la cosa che faccio da quando ho 11 anni e sarebbe più facile e più bello rimanere in un mondo che mi ha dato tanto".