Udinese, Guidolin: "Sanchez, Inler e Floro Flores non andranno via"
Redazione TMW.
Ai microfoni di Radio Sportiva Francesco Guidolin, allenatore dell´Udinese, analizza il girone d´andata della squadra friulana:
SUL PAREGGIO COL MILAN: C´è rammarico per il pareggio di ieri, un grande rammarico. Avremmo meritato di più. Davanti, però, avevamo una grande squadra. Però non siamo riusciti a portare a casa i tre punti che sarebbero stati meritati.
SUL GIRONE DI ANDATA: Io credo che tra casa e trasferta ci mancano 3-4 punti, in sfide come quelle contro Catania Bologna, Lazio genoa. Nel computo penso che avremmo avuto quei punti che vorrebbe dire zona Uefa.
SU DI NATALE: E´ un grande campione, averlo a disposizione è un grande valore aggiunto per l´Udinese.
SU CASSANO: Lui è un grande talento che giocando in una super squadra di poter mettere a disposizione tutte le sue qualità. Non è in condizione fisica ottimale, si vede, ma avrà tempo per mettersi alla pari con gli altri.
SUL GENOA: Affronteremo una ottima squadra in uno stadio caldo. Sarà una gara molto difficile, ma cercheremo di fare punti anche li
SUL MERCATO: Sanchez e Inler? Potessi decidere io li terrei fino a giugno, ma credo che anche la società la pensi come me, ma come sempre tutto dipende sempre da molte cose. Vedremo i prossimi giorni. Il mercato di gennaio credo sia troppo lungo, basterebbero 10 giorni per fare tutto.
SU FLORO FLORES:Noi vogliamo tenere anche Floro, puntiamo molto anche su di lui. Voglio continuare a lavorare con questo gruppo.
SULL´OBIETTIVO DELL´UDINESE: E´ quello di fare un campionato sereno, tenerci il più lontano possibile dai pericoli, dobbiamo arrivare prima possibile a quota 40 punti, se poi ci sarà tempo e punti allora lotteremo per un piazzamento europeo.
SUGLI ARBITRI: Nei giudizi bisogna sempre essere educati. Penso sempre che alla fine la classifica sarà fatta dai valori di ogni squadra. Dico sempre che gli arbitri vanno educati e non contestati. Sul campo ci può stare di arrabbiarsi, ma tutto deve finire li.
SU RANIERI E TOTTI: Grandi squadre di quel livello non le ho mai allenate, quindi è difficile entrare nel pensiero di colleghi o in situazioni che non ho mai vissuto.




