Udinese, le ultime 10 tappe di una volata strepitosa
Antonio Vitiello
Il Bari come metafora di quello che verrà: venderanno tutti cara la pelle, contro questa Udinese: il 22° sigillo del capocannoniere Di Natale e tanta sofferenza, fino alla fine, in casa contro l'ultima in classifica. In sintesi: insieme al bello, adesso viene il difficile. L'Alpe d'Huez da scalare, l'ha definita un amante della bicicletta come Francesco Guidolin, a cui non possono far paura gli ultimi dieci tornanti. Dieci come le giornate che separano i bianconeri da un'Europa che non saprebbe di miracolo, ma di impresa sì, soprattutto se ad accendersi sul Friuli fossero i riflettori della Champions, inimmaginabile fino a qualche mese fa. Quando il sipario calava sul 2010, l'Udinese aveva al passivo otto sconfitte, 6 delle quali in trasferta. Col nuovo anno, una striscia positiva di 11 giornate proprio come il Milan capolista, ma con una vittoria in più. 27 punti uno dietro l'altro, al pari dell'Inter di Leonardo. Insomma, record su tutti i fronti se si considera che nell'Udinese di Pozzo nemmeno i mostri sacri Spalletti e Zaccheroni erano riusciti a fare meglio, in un lasso di tempo così ridotto.
Non solo Di Natale e Sanchez, miglior tandem della serie A, con 33 reti in due, su 50 totali. Sono 25 i giocatori che Guidolin ha definito figli suoi, e che adesso ci credono, all'unisono. Lazio e Napoli sono lì nel mirino, mentre il blasone di Roma e Juve è già alle spalle. In pratica, centrare la Champions, cinque anni dopo l'ultima volta, ora più che mai è possibile. Soprattutto guardando al calendario, che, oltre agli scontri diretti con le rivali previsti tra aprile e maggio, proporrà nei prossimi tre turni sfide abbordabili con Cagliari, Catania e Lecce. Sempre che il destino, un calo fisico e mentale, o come pensano i maligni la volontà di fare cassa a fine anno, vendendo i gioielli più preziosi, non ridimensionino le ambizioni. Ma a un finale così, considerati gli attuali sviluppi della favola Udinese, nessuno è disposto a credere.




