Ventura: "Vorrei ritornare a fare calcio"
Redazione TMW.
Giampiero Ventura, primo allenatore dell'era De Laurentiis, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di "Amore... Azzurro", programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore. Ecco alcuni passaggi dell'intervista:
Quale sarà la prossima panchina su cui si accomoderà Giampiero Ventura?
"Vorrei ritornare a fare calcio. Non è importante la categoria, ma la possibilità di avere una società con cui sposare un progetto. Non sono alla ricerca di un ricco contratto, perché alla mia età non è quella la mia priorità. In questo momento, si fanno molte chiacchiere. Bisogna solo aspettare per vedere cosa succederà..."
Erik Huseklepp è stata la sorpresa di questo finale di stagione?
"Purtroppo, l'ho allenato solo per una settimana perché poi ho lasciato la panchina del Bari. Tuttavia, posso dire che mi sembra un ragazzo dalle grande potenzialità ancora non del tutto espresse. Certo, è facile giocare avendo la mente sgombra perché la propria squadra non ha più alcun obiettivo da raggiungere. Bisogna verificarlo nella prossima stagione per capire se può ambire a giocare in un grande club".
Campionato regolare?
"Credo di sì. Francamente, mi è sembrato un campionato abbastanza lineare. Chi ha perso non ha avuto grandi motivi per lamentarsi. Il Milan ha vinto con merito vincendo gli scontri diretti contro Inter e Napoli. Per la Juve è stato un anno di transizione, inoltre è venuta a mancare la Roma. La Lazio ha fatto un buon campionato, ma aveva una rosa competitiva. Casomai, l'anomalia c'è stata in zona retrocessione. Era impensabile pronosticare la Sampdoria in B, considerando che ad inizio stagione il club blucerchiato ha disputato i preliminari di Champions. Considerando la squadra a disposizione, forse, anche il Brescia avrebbe potuto fare qualcosa di più. Il Bari, invece, è stato penalizzato dai numerosi infortuni. Non saremmo mai retrocessi, se non avessimo perso otto titolari per alcuni mesi".
Bastano le cessioni di Cassano e Pazzini per giustificare la retrocessione dei blucerchiati?
"Senza Cassano e Pazzini la Sampdoria ha perso il 90% del suo potenziale offensivo. Le alternative non sono state all'altezza della situazione. Inoltre, una squadra che è abituata a lottare per l'Europa non è abituata a trovarsi immischiata nella lotta per non retrocedere. Tuttavia, per salvarsi sarebbe stato sufficiente fare un paio di pareggi interni in alcuni scontri diretti"
Cosa manca al Napoli per poter lottare alla pari con Milan ed Inter?
"Non credo che bastino due o tre innesti per colmare il gap con le milanesi. Credo che occorra tempo, perché bisogna crescere dal punto di vista mentale. In tal senso, la sconfitta nello scontro diretto di Milano contro i rossoneri è stata esemplificativa. Il Napoli, quest'anno, ha fatto un campionato straordinario. Oltretutto, il club partenopeo in questi anni ha avuto una crescita costante. Non bisogna avere l'ansia e l'obbligo di vincere subito, perché nella prossima stagione già sarebbe un grande successo quello di arrivare nuovamente in zona Champions. Non basta solo potenziare la rosa, perché Milan ed Inter hanno giocatori abituati a sopportare lo stress di dover vincere a tutti i costi. Il Napoli, in futuro, dovrà ingaggiare calciatori che hanno questa capacità".




