Zambon: "Juve bella e coraggiosa ma quel Vidal terzino..."
Redazione TMW.
E' stata una bella partita. Emozionante, piena di occasioni da gol, con un 'cuore Juve' grande così. E' stata anche una bella Juve, ma è arrivato solo un punto e questo è forse l'aspetto più amaro della serata. C'è da dire anche che un anno fa una partita così si sarebbe probabilmente persa, magari in contropiede. Juventus-Bologna è stato un match emblematico che ha messo in mostra quelle che in questo momento sono le qualità della squadra di Conte, ma anche gli oggetivi limiti.
Bene il carattere, il cuore, la voglia di vincere anche in dieci, la grinta, uno spirito di squadra che da tanto, troppo tempo non vedevamo. Bene lo straordinario Andra Pirlo, il sorprendente Giaccherini, entrato subito in partita, la qualità complessiva di una rosa che consente a Conte di sostituire Del Piero inserendo al suo posto Matri, 20 gol lo scorso anno. Bene anche le potenzialità di Krasic, che nonostante tutti i limiti tattici dà l'impressione di poter spaccare in due le partite, anche se Pepe e Giaccherini al momento sembrano molto più inseriti negli schemi di Conte. Bene il gioco espresso dalla squadra che quando si è trovata in dieci, al di là del cuore, ha comunque dato l'impressione di sapere cosa fare. Bene il basso profilo di Conte che nel dopo partita ha lasciato intendere di essere ben consapevole di non avere 11-giocatori-11 da Juve. L'obiettivo rimane il terzo posto. Bene il pubblico dello Juventus Stadium, davvero un arma in più.
Male ancora una volta De Ceglie (e sono due partite), sempre più inadatto a svolgere il ruolo di terzino sinistro titolare in questa Juve. Male la tenuta della difesa centrale che ha riscoperto un ottimo Barzagli, in forma splendida, ma che fatica a ritrovare il miglior Chiellini, ancora una volta insufficiente (e sono due... stagioni?). Male i limiti caratteriali di Vucinic che sembra già destinato a diventare 'croce e delizia' bianconera. La pazienza dei tifosi non è infinita. Male l'eccessiva agitazione di Conte che dà del "bastardo" in diretta tv presumibilmente all'arbitro e che all'ultimo secondo cambia idea sulla sostituzione di Vidal (al posto di De Ceglie e non di Marchisio), mettendolo nell'improbabile posizione di terzino sinistro. Se si era capita una cosa del centrocampista cileno, è che deve stare vicino alla porta.
Male il punticino raccolto in casa contro una squadra parsa oggettivamente modesta e che ci ricorda che di strada da fare, per agguantare la Champions, ce n'è ancora parecchia. E' vero, Inter e Milan sono in crisi, il Napoli rischia di pagare i tanti impegni, ma noi non siamo ancora il Barcellona. Alcuni giocatori necessitano di alcune "ripetizioni", ad altri andranno tirate le orecchie. Ci penserà Conte, che sicuramente dopo questo pareggio avrà già fame dei tre punti, magari ad iniziare da Catania, domenica alle 15.




