Alla guida delle sette sorelle: focus sugli allenatori delle big
Raimondo De Magistris
L'anello debole della catena. Il primo, quando le cose vanno male, a pagarne le conseguenze. I primi colpevoli quando si perde e gli ultimi protagonisti al momento delle vittorie. Difficile e affascinante il mestiere dell'allenatore. Personaggio sempre in discussione e in bilico, come confermato anche dai dati dopo 18 giornate di campionato. Sette i cambi in corsa già effettuati dalle società di Serie A: Palermo, Chievo Verona, Cagliari, Genoa, Pescara, Siena e Sampdoria. Tutte squadre in lotta salvezza che col cambio di tecnico hanno provato a dare una scossa a squadra e ambiente. Operazione riuscita in alcuni casi e fallita in altri. Operazione a cui si sono sottratte le prime sette della classe. Confortate dai risultati e con un progetto più a lungo termine tutte stanno proseguendo con l'allenatore scelto a inizio di stagione.
L'unico veramente in bilico in questa prima parte di stagione tra le squadre che navigano nei piani alti della classifica è stato Massimiliano Allegri. Con 9/11 dei titolari modificati in estate non era subito semplice trovare la giusta quadratura del cerchio. Un paio di esperimenti tattici falliti prima di approdare all'attuale modulo - il 4-3-3 - che sta dando le giuste soddisfazioni a squadra e società. "All'inizio della stagione ho sbagliato io, ho capito tardi certe cose, ma è stata brava la società a non esonerarmi", ha ammesso lo stesso tecnico toscano.
Nessun dubbio, invece, per Zdenek Zeman su quale modulo adottare per scendere in campo. Lui che ha fatto storia col suo 4-3-3 in estate è stato accolto a Roma come un divo di Hollywood dopo la stagione alla guida del Pescara. Il progetto giovani che sta portando avanti la società giallorossa è nelle mani dell'uomo giusto e anche qualche sconfitta di troppo all'inizio non ha scalfito la fiducia nei confronto dell'allenatore boemo. La crescita di new entry per la Serie A come Marquinhos, Castan e Piris è anche coincisa col cambio di marcia della squadra. Parlano chiaro gli ultimi risultati: 15 punti in sei partite.
Scalando di un posto in classifica ecco il Napoli di Walter Mazzarri. Con l'addio di Lavezzi l'allenatore di San Vincenzo ha leggermente modificato il suo modulo: dal 3-4-2-1 al 3-5-1-1. Risultati eccellenti nelle prime giornate, meno da novembre in avanti quando qualche errore di troppo in difesa e i problemi di Goran Pandev hanno minato le certezze della compagine azzurra. Attese novità con l'inizio del 2013 quando il mercato porterà volti nuovi sulla linea difensiva e potrebbe permette a Mazzarri (tra i primi in Europa a proporre stabilmente e con ottimi risultati la difesa a tre) di passare stabilmente a una linea a quattro.
Il percorso inverso è stato fatto da Andrea Stramaccioni. Partito con la difesa a quattro, l'allenatore dell'Inter ha trovato la giusta quadratura del cerchio con Ranocchia, Samuel e Juan Jesus davanti ad Handanovic. Tanto i moduli cambiati in queste prime 18 giornate dal tecnico nerazzurro, una strategia che ha funzionato soprattutto nelle sfide contro le big.
E', però, il 3-5-2 di Vincenzo Montella la vera novità di questa stagione. Fiorentina alla catalana per far divertire i tifosi del Franchi e proporre un calcio diversi rispetto alle altre 19 squadre di Serie A. Qualità e possesso palla al servizio di un gioco che funziona e ha permesso alla Fiorentina di lottare fin da subito per le zone nobili della classifica dopo la rivoluzione estiva. Bene anche nella Capitale Vladimir Petkovic, vero e proprio oggetto sconosciuto per i più fino a pochi mesi fa. Dal Sion alla Lazio e non risentirne. L'allenatore serbo è stato in grado con una rosa non troppo dissimile rispetto a quella di dodici mesi fare di fare meglio del suo predecessore Reja con la Lazio che - allo stesso punto della stagione - ha sei punti in più rispetto al campionato 2011/12.
Chiusura inevitabile con Antonio Conte, tecnico campione d'Italia che a questo punto della stagione ha già messo un importante sigillo anche sullo Scudetto 2013. Nonostante la squalifica e il doppio impegno campionato/Champions l'allenatore pugliese non ha dato segni di cedimento. Due - in una stagione fino a questo momento pressoché perfetta - le novità apportate da Conte alla sua squadra rispetto al passato campionato. La prima, la più evidente, è stata la scelta di schierare l'ex Udinese Asamoah nel ruolo di esterno sinistro. La seconda, quella più affascinante, è la scelta di puntare con sempre più insistenza e convinzione su un giovane come Paul Pogba, sicuro punto di forza della Juventus che verrà. Per il resto tanto lavoro, preparazione e carica per guidare i campioni d'Italia nel migliore dei modi e senza alcun tipo di cedimento.




