Armenia, tutti gli occhi su Mkhitaryan
Gaetano Mocciaro
Il prossimo avversario degli azzurri è una nazionale che mai finora aveva incrociato l'Italia, soprattutto per via della giovane età della federazione. La Nazionale di calcio dell'Armenia infatti nasce nel 1992, anno successivo all'indipendenza dello Stato dall'Unione Sovietica. Sebbene la tradizione ex sovietica nel calcio sia ad alti livelli, la frangia armena non ha mai brillato particolarmente e lo si vede anche dai risultati del campionato URSS dove in una sola circostanza grazie all'Ararat si è arrivati al titolo. Dalle parti di Yerevan si è sempre preferito il pugilato o la lotta greco-romana. Guardando i risultati alle olimpiadi lo scenario è chiaro: le uniche medaglie sono arrivate dal sollevamento pesi, boxe e wrestling. Unico calciatore di spicco Khoren Oganesian, che negli anni '80 è riuscito a far parte della nazionale sovietica a Mosca '80 e ai mondiali di Spagna '82.
Prima e dopo quasi completamente il buio, risultati scadenti. Prima di rialzare la china ultimamente. Le qualificazioni a Euro 2012 l'hanno vista come sorprendente mina vagante a mettere il bastone fra le ruote alle favorite Russia, Irlanda e Slovacchia. Decisiva la vittoria proprio contro la Slovacchia a Brastislava con un impressionante 4-0 ad eliminare dalla corsa Hamsik e compagni.
La squadra di oggi è composta da molti giocatori all'estero, fondamentalmente in Russia, da dove provengono 6 elementi. 4 provengono dal campionato ucraino, uno da quello bielorusso, uno da quello ceco e persino un giocatore proveniente dal campionato iraniano. 8 invece i giocatori che militano dal campionato armeno.
Squadra mediamente molto giovane, specie a centrocampo. Pochi gli uomini di esperienza come il portiere Roman Berezovky, 38 anni e 73 presenze. In difesa occhio a Robert Arzumanyan, difensore dal gol facile che milita nella Serie B russa. A centrocampo spicca Edgar Manucharyan ma soprattutto la stella Henrikh Mkhitaryan, che nonostante i 23 anni è già capitano e militante in nazionale da 5 anni. I tifosi della Juventus hanno potuto vederlo da vicino nella partita contro lo Shakhtar dove, sulla trequarti, ha sfiorato anche il gol che avrebbe beffato i bianconeri. Nel pieno della parabola ascendente è lui il vero pericolo armeno, basti vedere quello che sta facendo nel campionato ucraino dove, sebbene non giochi da punta, ha una media di oltre un gol a partita. Con la nazionale gli bastano 3 reti per diventare il miglior marcatore di tutti i tempi. Bonucci e Barzagli hanno già avuto modo di prendergli le misure, pronti per il secondo round.




