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Atalanta: il momento del sipario, tra la storia e le emozioni

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Lorenzo Casalino
domenica 13 maggio 2012, 09:002012
autore Lorenzo Casalino
13.05.2012 09:002012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Il sipario è pronto per essere calato su una delle più grandi annate atalantine. Di quelle che non si scordano mai, che oltrepassano i confini calcistici e sublimano nell'epica. Qualcosa di magico. Forse si esagera, ma tant'è. Guadagnarsi una salvezza con così largo anticipo, partendo da sei punti di penalizzazione, non è roba da poco. Come se non fosse bastato il fardello iniziale, la Dea si è ritrovata a combattere contro i demoni e gli incubi, contro immagini che si sgretolano e tarli che si fanno sempre più pungenti. Ma il traguardo finale è il giusto premio alle tensioni.

L'ultimo compito è arduo. Porre l'ennesima ciliegina sulla torta più dolce. Rovinare una festa, farlo per entrare ancor più nella storia. La Juventus vuole omaggiare il suo pubblico, che ha traboccato sino a stipare persino il settore ospiti. In uno stadio grandioso, uno sfavillante pugno nell'occhio al mediocre immobilismo italico, Conte si prepara a ricevere l'applauso più meritato. Alex Del Piero si prepara al brivido dell'addio, all'ultimo passo bianconero di una carriera straordinaria. Uomo, prima che fuoriclasse. In mezzo c'è la piccolissima partita personale - infinitesima in confronto alle emozioni di Pinturicchio, ma pur sempre speciale - di Simone Padoin, che per l'Atalanta non potrà mai essere un avversario. E' una trama speciale, eccezionale quella che si andrà a tessere domani.

L'anelito della storia chiama la Dea. Costruire l'ultima impresa: porre fine all'imbattibilità juventina. Quello del guastafeste non è l'abito più facile da indossare, certo. Tutto dipende dalle prospettive. Stefano Colantuono sa che non sarà una passeggiata. Tutt'altro: una gara da prendere con le proverbiali molle, perché il clima vacanza è già dietro l'angolo. Lo si è visto contro Milan e Lazio, dove le motivazioni hanno semplicemente deciso in partenza i confronti. Sta al tecnico nerazzurro ricondurre la truppa sui binari della concentrazione. Perché da lì si arriva alla fermata del colpaccio. Quella che arricchisce ancor di più il campionato, quella che ti fa ricordare l'ennesima giornata speciale. Ma ogni risultato sarà ben accetto: una stagione così la si ricorderà per sempre. Certo, battere i campioni d'Italia avrebbe un gusto speciale: trasformerebbe davvero la salvezza atalantina in uno scudetto.

Fonte: Luca Bonzanni - TuttoAtalanta.com