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Atalanta, la salvezza in 180 minuti

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Lorenzo Casalino
martedì 24 aprile 2012, 09:232012
autore Lorenzo Casalino
24.04.2012 09:232012

Le montagne russe della lotta per salvarsi propongono l'ennesimo giro. La salita e la discesa, da queste parti, sembrano all'ordine del giorno: diventano quasi la stessa cosa, come se a manovrare il calcio ci sia Eraclito. Vinci a Napoli e la salvezza ti sembra in tasca. Perdi a Catania e tutto sembra di nuovo in discussione. Mai stare tranquilli, questa la sintesi. Ripartire è il leit motiv postumo a ogni ko, la stessa musica da risuonare. Ora, contro il Chievo, serve interpretare uno spartito che alla Dea è quasi sempre riuscito: rimettersi in moto dopo la caduta. Perché il discorso-salvezza è da chiudere: occorre farlo in fretta.

Non si parla più di favola, perché la realtà racconta di concretezza e pianificazione, certezze e pochi errori. Il copione, recitato ormai a memoria, è sempre quello: partire a fari spenti e abbagliare alla distanza. E anche quest'anno la sponda meno storica della Verona pallonara è riuscita nel proprio intento. Campedelli, di Harry Potter, evidentemente non ha solo gli occhiali: c'è anche la bacchetta e pure un cilindro, retaggio dell'immaginario comune sui maghi, da cui le meraviglie affiorano con continuità. Di Carlo ritrova bomber Pellissier, che si accompagnerà con un talento interessantissimo come Cyril Thereau, ennesimo gioiellino della bottega clivense. Ma a brillare sono in tanti. Acerbi, passato dall'erba di provincia a un futuro che potrebbe portarlo a calcare lo sfavillante calcio europeo. O Bradley, uno che sembra smontare il luogo comune degli americani allergici alla sfera di cuoio del soccer.

Per la ceralacca, all'ombra delle Mura, ci si affida alla garanzia. Al cannone precisissimo di German Denis, che però presenta un paio di dita di polvere. Già, perché sono passati - complice un infortunio che l'ha costretto ai box per qualche tempo e pure il turno di stop causa squalifica - quasi due mesi dalle ultime emozioni regalate dal Tanque: si deve infatti tornare indietro fino alla storica tripletta rifilata alla Roma dello scorso 26 febbraio. Erano gol pesanti, e il filo conduttore potrebbe portare proprio alla sfida contro il Chievo, per blindare una salvezza - certo, sempre in attesa della matematica - dal sapore di storia. Con Cigarini in cabina di regia e Moralez a giostrare fra le linee, la qualità è assicurata. Prima il Chievo, poi la Fiorentina: fallire non è ammesso, alla luce di un calendario che offrirà poi una coda incandescente, con l'impervio trittico Milan-Lazio-Juve. Mettersi in tasca quattro punti tra martedì e domenica è d'obbligo.

Fonte: Luca Bonzanni - TuttoAtalanta.com