Atalanta, Marilungo: "Con la Lazio voglio confermarmi"
Lorenzo Casalino
La battuta d'arresto con il Milan che ha interrotto l'imbattibilità dell'Atalanta tra le mura amiche? Dimenticare e ripartire: queste le parole d'ordine sulle labbra di Guido Marilungo. Che diversamente dal boom prenatalizio col Cesena, stavolta, non è riuscito a incidere. Ma qualcosa da ridire, sulla ridda di polemiche seguite a certi episodi chiave nel big match coi rossoneri, il marchigiano ce l'ha comunque: "Il rigore su Pato dal campo pareva esserci, ma le immagini hanno dimostrato che il fallo era ai danni di Chicco (Manfredini, Ndr). Piuttosto, ce n'era un altro su di me: Bonera sul traversone di Schelotto mi ha spinto, forse la palla non l'avrei presa perché ero abbastanza lontano e forse per questo Rizzoli non ha fischiato. Il contatto c'è stato: peccato, c'è rammarico per come è arrivata questa sconfitta, ma anche gli arbitri possono sbagliare".
Una reazione a freddo a metà tra la rabbia repressa e la filosofia, insomma: scurdammoce 'o passato, e via andare con il nuovo impegno proposto dal calendario. La Lazio, ostacolo sulla via della salvezza. Ma in casa nerazzurra non c'è preoccupazione: "Il morale è buono, stiamo bene fisicamente e solo nel finale col Milan c'è stato un comprensibile calo - osserva l'attaccante ventiduenne -. Ma stiamo andando alla grande: puntiamo a raggiungere la salvezza, meglio non stare troppo tranquilli finché l'obiettivo non sarà centrato. Di bufere ne abbiamo attraversate anche troppe". Sarà, ma dopo il 4-0 beccato a Siena l'Aquila biancoceleste non vorrà farsi tarpare le ali da un'altra pretendente alla mera permanenza nella categoria: "Anche noi vogliamo vincere, quindi ce la giochiamo e sarà una partita aperta - obietta il ragazzo con il numero 89 sulle spalle -. La Lazio avrà sicuramente voglia di rifarsi, visto che gioca in casa. .
E ancora, sul filo dell'amarcord: "Della Lazio apprezzo particolarmente Diakitè, eravamo in collegio insieme alle giovanili della Sampdoria anche se lui ha due anni di più. Siamo rimasti amici, anche se lui ha lasciato Genova ben prima di me: è un ottimo difensore". Sulla ricetta per cucinare il più quotato avversario, escluso il fuoco lento: "Anzi, bisogna tenere i ritmi alti e non mollare la concentrazione. Altrimenti con le loro individualità saranno gli uomini di Reja a mangiarci". Dulcis in fundo, una battuta sulle prospettive personali di un progetto a lungo termine fatto proprio dal front office di Zingonia nel gennaio dell'anno scorso. Per cinque milioni di ottime ragioni, è bene ricordarlo: "Spero di continuare ad essere considerato, al di là delle due occasioni di fila che mi sono state concesse - chiosa l'interessato -. Lavoro per il bene della squadra ma anche per trovare spazio, è normale aspirare ad essere sempre in prima fila".




