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Atalanta, Marino: "Applaudiamo la magistratura, ma.."

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Lorenzo Casalino
lunedì 2 aprile 2012, 21:342012
autore Lorenzo Casalino
02.04.2012 21:342012
Il direttore tecnico nerazzurro interviene nuovamente sulla questione-Masiello
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

"La reazione l'avevamo avuta a gennaio quando avevamo sospeso Masiello dalla Prima Squadra. Dispiace per Masiello, ma è il momento di fare chiarezza sul fatto del calcioscommesse: dobbiamo applaudire la magistratura, che sta mettendo a nudo tutti quei giocatori che hanno frodato le gare di campionato". Pierpaolo Marino, direttore tecnico dell'Atalanta, è così intervenuto ai microfoni BergamoTV, facendo il punto dopo lo scossone per l'arresto di Andrea Masiello. "Masiello, dal punto di vista tecnico, escludendo la sfida contro la Lazio perché già la sua testa non era al top, ha contribuito per portare l'Atalanta in testa al campionato. Dal punto di vista tecnico non possiamo che dirgli 'bravo', mentre per il resto applaudiamo i magistrati".

Direttore, quando pagheranno le altre società?
"Bisogna avere fiducia nella giustizia ordinaria e sportiva. Noi abbiamo pagato in maniera esemplare per via della responsabilità oggettiva. E' chiaro che questo dovrà servire a punire le squadre che avevano in rosa giocatori che portavano questo 'cancro'. E' chiaro che, se la nostra penalizzazione fosse un parametro, ognuno debba trarre le proprie conclusioni. La scorsa settimana dissi che era un letamaio generale, e la mia impressione è che non finisca qui".

E' vero che l'Atalanta voleva rescindere il contratto con Masiello?
"Questa la reputo materia da avvocati. Il contratto dei calciatori è eccessivamente sbilanciato verso i giocatori in diversi aspetti, non ultimo il fatto che per rescindere la strada è complicatissima, a volte servono sentenze definitive. Poi ci sono ancora discussioni sul vecchio e il nuovo modello contrattuale... Ma qui ci si gioca la credibilità del calcio. Ritengo che serva fare qualcosa. Campana aveva ottenuto tanto da presidenti un po' superficiali, ma ora occorre un cambiamento: i giocatori devono essere un esempio, ma non di questa natura".

Ma dove erano i dirigenti quando succedevano queste cose?
"Certamente dietro alle scrivanie. Si ricorda quando Moratti provò a seguire i giocatori nella vita privata, che denuncia si beccò? Non possiamo certo intercettarli. I giocatori non hanno un dialogo con noi, perché ci sono i procuratori come intermediari. Se dobbiamo fare qualunquismo, diciamo allora che le società dormivano: quale mezzo investigativo possono avere le società?".

Ad esempio esistono le segnalazioni sui flussi anomali delle giocate...
"Noi non controlliamo i flussi anomali: questo sta alla Figc. Non è tempo di polemiche populistiche. L'Atalanta non ha certo peccato di superficialità. Avevamo avuto buona fede nella vicenda che ci aveva riguardato, e questo è al di sopra di ogni sospetto. Le scommesse anomale sono notizie che hanno in Federazione, non arrivano alle società".

Non le pare che l'Atalanta sia stata troppo tiepida nei confronti di certi personaggi?
"E' una pagina che vogliamo dimenticare, peraltro io l'ho ereditata. Ho creduto all'innocenza di Doni fino in fondo, perché è difficile per chi ama questo mondo credere a storie così deprimenti. Mi riesce difficile rispondere a questo, si stenta a credere di avere in famiglia uno che tradisce. In campo abbiamo dimostrato rabbia positiva che ci ha portato a essere tra le rivelazioni del campionato: lo dobbiamo all'allenatore e ai giocatori, che hanno reagito con vero spirito bergamasco. Abbiamo caricato il gruppo affinché ci si riscattasse sul campo".

C'è timore per qualche altra penalizzazione, alla luce delle nuove inchieste?
"Seguiamo quello che fanno i magistrati, perché finora hanno sempre avuto ragione. Noi siamo gli unici ad aver pagato a certi livelli. Se dovessimo pagare ancora, dovrebbero stare preoccupate ben altre persone".

Cambiamo discorso: ha firmato il rinnovo?
"Più che la firma, basta la volontà. Moratti? Per me conta quello che dice Percassi, che è il mio datore di lavoro e spero lo sia ancora a lungo".

Vi state muovendo per riscattare Stendardo?
"Dipende da lui, il volere del giocatore va al di sopra di ogni desiderio dei club: con la Lazio ha un solo anno di contratto, quindi...".

Fonte: TuttoAtalanta.com