Black out Lazio e il Bologna ne approfitta: 1-3 all'Olimpico
Riccardo Mancini
L'incubo e il sogno. La Lazio perde l'ennesima occasione per agganciare il treno di testa e si fa sorprendere all'Olimpico da un Bologna coriaceo e determinato che vince 3-1. Per i biancocelesti, penalizzati in parte anche da alcune discutibili decisioni di Guida, serata amara, dunque, mitigata parzialmente dalla sconfitta a Novara dell'Udinese che resta a due lunghezze. Per i rossoblù una grande soddisfazione dopo quella di San Siro: Pioli sta lavorando bene ed il frutto del suo operato e' sotto gli occhi di tutti.
Il Bologna, privo di Di Vaio (l'allenatore felsineo gli preferisce Acquafresca) comincia molto meglio rispetto alla Lazio ed al 9' sfiora subito il vantaggio con Diamanti la cui conclusione, però, viene deviata in angolo dal pronto intervento di Marchetti in tuffo. E' il preludio al vantaggio rossoblu. Due minuti più tardi, angolo di Ramirez, colpo di testa di Acquafresca (quest'oggi preferito a Di Vaio), sulla respinta del portiere biancoceleste il più lesto è Portanova che preferisce non esultare vista la sua fede Laziale. La risposta della Lazio arriva solamente al 21': lancio di Ledesma dalla trequarti per Mauri che prova a sorprendere Gillet con una bella acrobazia ma il tiro del capitano biancoceleste è troppo debole. Al 26' altro squillo di Mauri ma altra risposta pronta e attenta dell'estremo difensore ospite. Il Bologna attende la Lazio nella propria metà campo, chiudendosi a riccio e ripartendo in contropiede grazie alla velocità di Diamanti e Ramirez che mettono in costante difficoltà la retroguardia di Reja. Al 28' il Bologna passa ancora: Diamanti sfrutta a dovere un'uscita di testa di Marchetti e dalla trequarti al volo infila il pallone in fondo al sacco. La replica biancoceleste è affidata ancora una volta a Mauri che ingaggia un vero e proprio duello a distanza con Gillet, bravo in almeno altre due circostanze a dire di no al numero 6 della Lazio.
Il disastroso primo tempo della formazione di Reja si chiude con l'espulsione di Matuzalem per una manata rifilata a Diamanti. Il brasiliano tenta di divincolarsi dalla marcatura del fantasista che lo colpisce con un pugnetto alle spalle e poi casca a terra non appena viene toccato dal brasiliano. Decisione, quella di Guida (che pochi istanti prima ignora una gomitata di Rubin a Klose), che manda su tutte le furie l'allenatore goriziano e il pubblico dell'Olimpico. Nella ripresa la Lazio tenta il tutto per tutto inserendo Alfaro al posto di Zauri, non esente da colpe in entrambe le marcature felsinee. L'uruguaiano prova a dare la scossa e da una sua iniziativa nasce il gol della Lazio. Alfaro serve Klose al limite dell'area bolognese, il tedesco verticalizza per Mauri, anticipato da Rubin dentro la propria porta. Passano pochi minuti e Guida ne combina un'altra: Ramirez parte velocissimo in contropiede, bruciando sul tempo Gonzalez che secondo il direttore di gara lo colpisce alle spalle. Espulsione per l'uruguaiano per fallo da ultimo uomo e Bologna che mette in ghiaccio il risultato siglando il 3-1 sugli sviluppi del calcio di punizione seguente con un gran destro dal limite di Khrin. Lazio in 9 e sotto di due gol, moralmente e fisicamente a pezzi con Hernanes prima e Ledesma poi addirittura nelle vesti di terzino destro. Gli ultimi venti minuti scorrono via senza ulteriori sussulti: il Bologna, autore di una prova intelligente e scaltra, ottiene una vittoria importantissima in chiave salvezza e grazie a questi tre punti vola al nono posto scavalcando addirittura sei squadre. Per la Lazio è notte fonda e ora il Napoli è più vicino.




