Bologna, il segreto è nel cambio di modulo
Antonio Vitiello
Da un lato c'è chi si mangia le mani (e non solo), come Maurizio Zamparini, per via dell'avventata scelta di esonerare Pioli prima dell'avvio del campionato. Dall'altro c'è il tecnico in questione, che in questo campionato è riuscito ad essere comunque protagonista, seppur lontano dalla panchina del Palermo. Il tecnico nato a Parma di meriti ne ha molti, su tutti quello di essersi buttato alle spalle la breve e deludente esperienza in casa rosanero e di aver risollevato le sorti del Bologna il cui inizio di stagione era stato tutt'altro che promettente. Nelle ultime undici partite - dunque da inizio 2012 quando il mister dei felsinei ha optato per il cambio di modulo passando alla difesa a 3 - i rossoblù hanno rimediato una sola sconfitta, contro l'Udinese il 26 febbraio. Per il resto gli emiliani hanno collezionato 5 pareggi e altrettante vittorie, guadagnando 20 punti in poco più di otto settimane. Risultati che hanno consentito a Di Vaio e compagni di volare, da soli, in nona posizione in classifica, a +10 dalla zona retrocessione, e di mettere così una seria ipoteca sulla salvezza. A ciò si aggiunge una striscia di 5 risultati utili consecutivi lontano dal Dall'Ara, culminata con la vittoria all'Olimpico dove il Bologna non vinceva da 180 mesi, 15 anni se preferite.
Merito certamente di Pioli, che non si esime da scelte coraggiose ma che al tempo stesso si rivelano sagge, vedi la decisione di non schierare a Roma dal primo minuto il 35enne Di Vaio così da farlo rifiatare. Merito ovviamente delle altre pedine su cui Pioli può contare, come Gillet, determinante in più occasioni contro i biancocelesti, per non parlare di Ramirez e Diamanti che brillano di luce propria. Per l'occasione è arrivato anche il gol di Portanova, il 3^ in carriera alla Lazio, squadra del suo cuore. Intanto gli emiliani fanno un piacere a Napoli, Inter e Roma visto che con la loro vittoria nella Capitale hanno frenato la corsa della Lazio. Il diktat imposto ai suoi dal tecnico però è chiaro: nessun cambio di atteggiamento e nessun altro traguardo oltre alla salvezza, almeno fino al raggiungimento dei 40 punti.




