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Borini-gol, la Roma regola il Parma. I giallorossi superano Napoli e Inter

Borini-gol, la Roma regola il Parma. I giallorossi superano Napoli e InterTUTTO mercato WEB
© foto di Alberto Fornasari
domenica 19 febbraio 2012, 17:102012
di Alessio Milone

Segna Borini, vince la Roma, e Siena è già dimenticata: i giallorossi regolano un Parma timido e spuntato, superano Napoli e Inter, e iniziano a respirare aria d'alta classifica. Luis Enrique lascia il Coco Lamela in panchina, si affida proprio al talento ex Parma in avanti assieme a Totti e Osvaldo, e ritrova Gago e De Rossi a centrocampo. Donadoni esclude Okaka dall'undici titolare, affianca Palladino a Giovinco in attacco e cambia portiere: out Pavarini, Mirante dal primo minuto.

Partita vibrante sin dai primi istanti: gli emiliani fanno capire di voler disputare una gara d'attacco, ma la Roma, dall'altra parte, giostra con naturalezza, con quel possesso a tratti snervante, ma anche sempre più incisivo. Il primo quarto d'ora è però contrassegnato dalle proteste giallorosse, perché prima Totti chiede un penalty, al 10', per un presunto fallo di Zaccardo in area di rigore; poi Gago, appena quattro minuti dopo, con una conclusione dalla distanza trova la deviazione netta, con il braccio, di Ferrario, che varrebbe un sacrosanto rigore non fischiato, però, dal signor Peruzzo.

Situazioni che comunque non sembrano influire particolarmente sulla psiche di una Roma solida, insidiosa, concreta, che al minuto 25 trova il vantaggio grazie a colui che oramai si può definire il "solito" Borini: assist di Gago in verticale, l'ex parmense si allarga e scocca un diagonale che fulmina Mirante. Sesta rete in quattordici partite per l'attaccante giallorosso, Roma in vantaggio, e Parma costretto a una reazione immediata.

L'undici di Donadoni però risulta senza idee, mai veramente in grado di costruire un'azione pericolosa; merito di una Roma attenta in retroguardia, e continuamente insidiosa in avanti, molto attiva soprattutto sull'out di destra, laddove Rosi spinge molto e arriva con frequenza anche al tiro.

Musica che non cambia nella ripresa, dove nel Parma c'è Okaka e non Palladino, costretto a uscire negli ultimi istanti del primo tempo a causa di un problema muscolare, e dove Borini, al minuto 52', si trova sui piedi il pallone del raddoppio, lanciato sulla destra a tu per tu con Mirante, peccando, però, stavolta, di egoismo, perché invece di tirare tenta di servire un illogico assist a Osvaldo, anticipato all'ultimo dalla difesa gialloblù.

Donadoni cerca allora di spronare i suoi, ordinando loro di giocare in velocità per sorprendere la retroguardia di una Roma sorretta bene dal duo Heinze-Juan. L'opportunità del pari arriva con Okaka, che fugge via in posizione regolare e va a caccia anche lui del gol dell'ex, sbattendo però contro il riflesso, e la presenza, di un reattivo Stekelenburg.

Ma è sempre la Roma ad avere le occasioni migliori, vedere la chance di Totti al 60', che servito da Gago tocca leggermente alto a tu per tu con Mirante; e vedere la seconda palla-gol della giornata di Rosi, che a dieci dal termine sfrutta l'ennesima verticalizzazione del "Pintita" per avanzare verso la porta parmense, salvo poi chiudere troppo l'angolo di tiro.

Al 35' arriva il momento di Marquinho, che rileva un Pjanic dolorante, con i capitolini che nel finale sciupano a ripetizione occasioni d'oro per chiudere la partita, e limitare le comunque timide offensive di un Parma mai effettivamente insidioso. Nel finale un'occasione capita anche a Marquinho, lanciato a rete da Totti ma frenato dall'ennesimo intervento di un ottimo Mirante; poi il triplice fischio, che sancisce il successo di una Roma energica, non così cinica data la grande mole di occasioni buttate al vento, ma comunque brava a far suoi i tre punti trascinata dall'impeto di un grande Borini. Per il Parma, primo ko dell'era Donadoni; poche idee, poco dinamismo; tanta voglia di fare ma una scarsa capacità di incidere.