Cassano, la saetta di Pogba e un triste Milan: top e flop del campionato
Andrea Losapio
L'ottava giornata ci lascia con quel senso di incompiuta che il Napoli ha regalato negli ultimi dieci minuti dell'anticipo pomeridiano di sabato: la Juventus rischia in maniera controllata e poi piazza le zampate, da grande squadra quale è. Partenopei rimandati ma non bocciati. Tra i non rimandati spicca sicuramente la Lazio, ottima prova - con qualche rischio di troppo - contro un Milan a pezzi, mentre l'Inter castiga il Catania: forse c'è un rigore su Gomez, così come quello su Roncaglia in Chievo-Fiorentina. In coda vincono Udinese, Cagliari e Atalanta.
I top
Antonio Cassano - Magie, assist e, ultimamente, anche qualche bel gol. La rinascita dell'ex Pibe de Bari (vecchia) è incominciata dopo la cessione di Zlatan Ibrahimovic, quando è andato a chiedere il trasferimento in nerazzurro. D'altro canto Fantanantonio s'è sempre professato tifoso interista, tanto più che ai tempi del suo approdo in rossonero le malelingue sussurravano che avrebbe preferito di gran lunga Appiano, ma che l'immobilismo interista lo aveva danneggiato. Con due anni di ritardo aveva ragione lui.
La saetta di Pogba - Stupendo il marchio di questo centrocampista francese su una gara importante come quella contro il Napoli. Non è il gol scudetto - si fanno a marzo e aprile, segnatevelo - ma è una bell'ipoteca sul proprio futuro juventino. La personalità di calciare così, senza pensare alle brutte figure, è quasi da predestinati. Complimenti a Paratici e Marotta, anche se in questa Juve quasi tutti farebbero molto bene.
L'acrobazia di Osvaldo - Al di là delle possibili polemiche sul suo utilizzo, l'italoargentino non si scorda certo come colpire la sfera in mezza rovesciata. Il sigillo, sul cross di Piris, è per palati fini: inutile rinfocolare la polemica con Zeman, alle volte pure una panchina è formativa.
I flop
Un triste Milan - Passi per le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva. Passi anche per gli investimenti sballati. Non passi certo perché provi a dire che il Milan è ancora competitivo in Italia, perché non c'è niente di più falso. Galliani l'ha fatto dopo l'acquisto di de Jong, ma la verità è quella che andava scritta in precedenza, pur con paura di smentite di sorta: se Pato fa il Pato, questa squadra ha un futuro quasi roseo. Perché con il solo El Shaarawy non si può andare avanti, gli acquisti a parametro zero sono quel che sono, le gerarchie sono soverchiate a ogni giornata. La Lazio fa un figurone e c'è anche molto di Petkovic, peccato la sbandata finale a risultato quasi acquisito.
Il Palermo - Sarebbe ultimo in classifica, al netto delle penalizzazioni. In questo senso è anche difficile difendere l'operato di Zamparini - fra una dichiarazione simpatica e l'altra - che cambia come sempre... ma stavolta la B la rischia sul serio.
La superiorità numerica del Pescara - La traversa di Caprari trema ancora, ma i biancazzurri non riescono a battere un'Udinese ridotta in dieci uomini. Era già successo con il Palermo, quando i rosanero - seppur in inferiorità numerica - avevano rischiato poco e nulla. Stavolta Weiss non sgancia il missile dalla distanza e Maicosuel dà una boccata d'ossigeno alla truppa Guidolin.




