Cassano "stoppa" Balotelli, Milan: 250 milioni risparmiati per il futuro. Strama: Sneijder non si vende...
Mauro Suma
Certe teste non le cambi. Sembra essere il pensierino di fine anno dalle parti casa Milan. Un pensiero che non riguarda il talento e il valore, ma la testa allo stato puro. Un pensiero che, come tutti quelli che vengono prodotti nel calcio, non ha la pretesa di essere la verità rivelata. Che può andare e venire, come tanti altri. Ma che al momento è chiarissimo. E cioè: come conferma Cassano, certi caratteri sono più duri di ogni cambiamento. Il che significa che Mario Balotelli, con tutto il rispetto, non fa per il Milan del futuro. Mediaticamente quello che è accaduto fra il Milan e Antonio Cassano, è archivio. Roba vecchia, superata. Nella sala di gestazione dei pensieri rossoneri, invece, è un precedente che fa giurisprudenza e rischia di essere quanto mai attuale. Nel flusso del dna di un grande Club, anche le cicatrici entrano a far parte della memoria storica che, mai come in casa rossonera, è maestra di vita. Il Milan ha dato e si è dato ad Antonio Cassano, si è aperto, si è speso. Ci ha creduto. E si è visto ripagare con le cose dette e successe, che tutti sanno. E' per questo che una sola probabilità su cento di rivivere tutto questo a contatto del sangue caldo di Mario Balotelli, terrà il milanista eccellente di Manchester ben lontano da via Turati. A meno di clamorose, ma proprio clamorose e quasi miracolose, circostanze di mercato, Mario Balotelli non giocherà nel Milan del futuro. Proprio per via del precedente Cassano, una esperienza umana che il Milan a tutti i livelli, dirigenti e squadra, tiene dentro di sè, sul quale rimugina in silenzio, ma che ha lasciato uno strascico umano non ancora smaltito. Il retrogusto amaro delle ultime settimane di Antonio in casa rossonera ha convinto il Milan a non farsi abbagliare dall'idea Balotelli. E così sia.
Stiano tranquilli i tifosi rossoneri. E provino a seguirmi. Anche perchè Milan Channel, nelle prossime settimane, amplierà il discorso scendendo nei particolari. Senza la pretesta di incantare nessuno, ma parlando della vita reale di un grande Club senza drammi e senza mal di pancia. Con le partenze di Ibra e Thiago il Milan ha risparmiato 150 milioni, con le partenze dei senatori altri 50 e se dovessero partire Pato e Robinho, nel conto dei milioni risparmiati ne entrerebbero altri 50 ancora. Sono, cifra più e cifra meno, 250 milioni. Non ci interessa lo scudetto del bilancio, obietta l'abbonato-tipo a Milan Channel. Vero, ma certi conti fanno classifica e se oggi il Milan è settimo, con questo risparmio ha la quasi-certezza di essere secondo o terzo fra un anno esatto. Perchè l'anno prossimo non avrà una squadra nuova che riparte da zero e non farà 7 punti nelle prime 8 partite, perchè non avrà contraccolpi psicologici paragonabili a quelli dell'estate 2012 e perchè avrà già fatto quello che dovranno fare le altre squadre. Oggi il Milan risanato e ringiovanito ha davanti in classifica la Juventus che è a meno 60 milioni di bilancio, la Roma a meno 80, l'Inter a meno 77. Tutte squadre che dovranno guardare bene dentro le loro cifre la prossima estate e ragionare di conseguenza. Il Milan invece si terrà stretti i suoi El Shaarawy, De Sciglio e Niang, proverà a valorizzare ulteriormente altri giovani fra cui, eventualmente, Gabriel e Cristante e già nel mese di Gennaio proverà a vedere se, in caso di partenza congiunta di Pato e Robinho, riuscirà a mettere nel motore un trequartista di qualità. Per una prima punta, si vedrà. Mentre per il difensore forte e il centrocampista forte, che pure sono esigenze tecniche attuali ma il bilancio stringe ed è giusto segnalarlo ai tifosi, si vedrà la prossima estate. La punta non dovrebbe proprio essere Drogba, che sarebbe una contraddizione alla politica di risanamento dell'età e del conto economico che è stata intrapresa con coraggio e che merita di essere portata avanti con convinzione, senza inversioni a u di alcun tipo.
Il buon Andrea Stramaccioni è proprio un bel tipo. Rispetto a lui, Allegri si sta giocando la stagione con una squadra nuova e completamente rifondata, è reduce da un mercato fatto sostanzialmente a zero e non con 60 milioni investiti su nuovi giocatori come ha fatto l'Inter. Rispetto a Strama, lo stesso tecnico toscano del Milan quando ha fatto 7 punti nelle prime 8 partite è stato massacrato da uno tsunami mediatico senza precedenti per la panchina di un grande Club. Ad Allegri però si può dire tutto, a Strama niente. Inattaccabile, perfetto, non criticabile. E' reduce da 8 punti nelle ultime 7 partite di campionato, solo qualche virgola meglio del rendimento iniziale del Milan, ma quello che per altri è peccato mortale, per lui è un dettaglio marginale. Eppure, Sneijder non partirà e su di lui si concentrerà una pressione mediatica che avrà conseguenze sullo spogliatoio. il gruppo storico in estate si azzererà quasi del tutto fra scelte di mercato e contratti in scadenza. L'Inter mostra chiaramente di patire queste prospettive, appare in recessione in classifica dove aveva 13 punti di vantaggio sul Milan e adesso ne ha 8 e dove era seconda mentre adesso è quarta visto che in questo momento, a scontri diretti non ancora completati, conta la differenza reti e quella della Fiorentina è migliore. Ma tutto questo scenario per il buon Strama è semplicemente un insulto, roba irricevibile, tesi da abiurare in conferenza-stampa. Da vero e proprio leone mediatico, a Roma non c'è un buon ricordo di lui in campo calcistico proprio perchè ricordano la sua ambizione nella preparazione dei propri scenari futuri di carriera, Strama difende il suo territorio. E' cosa buona e giusta, ma prima o poi anche lui sarà chiamato a misurarsi con la realtà. E visto che di recente ha paragonato il Milan di due mesi fa a Roma contro la Lazio alla sua recente sfida con i biancocelesti, rivendicando i meriti di una migliore prestazione, proviamo, banalmente e modestamente, a partecipare al giochino. Il nuovo Milan nato dal suo rodaggio il Genoa lo ha battuto, l'Inter in fase di involuzione no. Ed è da qui che si riparte.




