Classifica a confronto - Juve e Napoli a +6! Vola l'Inter, crollo Milan
Arturo Minervini
Guardarsi allo specchio a dodici mesi di distanza aiuta a capire che direzione hai preso e - con un po' di immaginazione - che direzione potrai prendere. C'è chi specchiandosi si scopre bello più che mai, quasi ringiovanito, e chi invece deve fare i conti con l'età che avanza e con scelte che ti segnano in viso più di una cicatrice. Ad incidere tanti fattori: scelte di mercato, programmazione societaria, politica relativa al settore giovanile. Perché quello che raccogli non è mai legato al puro caso. O almeno, non solo. Dai concetti astratti alla sostanza. La sosta per gli impegni delle nazionali permette di tracciare un primo bilancio di questo prima fetta di stagione. Sette gare - su un totale di trentotto complessive - iniziano ad essere un dato statistico rilevante. Si parla di classifiche a confronto, in maniera asettica. Semplici numeri messi uno di fianco all'altro, prendendo in considerazione i punti in graduatoria dello scorso anno - delle big - a questo punto del campionato (nel calcolo si tiene conto anche della prima giornata posticipata per lo sciopero) e raffrontandoli con quelli di questa stagione 2012-13.
In crescita. Chi può gioire per un netto miglioramento sono Juventus e Napoli che dopo 7 turni possono crogiolarsi con un confortante + 6 rispetto al dato del 2011-12. Le squadra di Conte e Mazzarri passano da 13 punti ai 19 che oggi valgono la vetta condivisa della classifica. Vola l'Inter, che passa dai 7 punti ai 15 della nuova era Stramaccioni. In miglioramento, tra le squadre di vertice, anche la Fiorentina che ha 2 punti in più rispetto alla settima giornata del 2011-12. Cresce con un +3 la Lazio, che ha cambiato tecnico - da Reja a Petkovic - ma ha confermato in blocco la formazione dello scorso anno. A picco il Milan, passato dagli 11 punti di dodici mesi fa, ai 7 di questo disastrato e contraddittorio inizio. Stabile la Roma, che aveva ottenuto anche con Luis Enrique gli 11 punti ottenuti dalla nuova gestione targata Zeman (da ricordare però che nei punti conquistati dal boemo c'è anche la vittoria assegnata a tavolino per le note vicende di Cagliari).
Nelle antiche fiabe di scuola classica, alla fine della favola c'era sempre la morale. Cosa insegnano questi numeri? Nulla ancora di assoluto, per carità. Non è però un caso se squadre che hanno operato con coerenza e senza stravolgimenti folli sul mercato come Juventus, Lazio e Napoli siano state avvantaggiate in questo avvio. La continuità è il primo passo per costruire qualcosa di solido. Solidità che manca a chi ha distrutto un castello decennale, smantellato in ogni sua pietra. Troppo facile rintracciare le cause del crollo del Milan, protagonista di un mercato contraddistinto dal motto "Si salvi chi può". Non porta frutti - al momento - la rivoluzione della Roma, costruita con dei calciatori che forse poco si adattano al credo tecnico di Zdenek Zeman. Perché, come detto, nulla va affidato al caso. Tra coerenza e necessità di svendere, si collocano quelle società che hanno avuto coraggio ed oculatezza. Inter (su tutte) e Fiorentina, partendo con progetti affidati a tecnici giovani e brillanti, hanno saputo trovare la chiave di lettura giusta in questo avvio. Sono le prime tappe, per carità, ma i valori iniziano già a delinearsi. E qualcuno prova già la fuga...




