Colpi di mercato sotto l'albero - Dicembre 2002: la sola Batistuta
Gaetano Mocciaro
La parabola della Serie A ha iniziato a prendere la curva discendente. Dopo il fallimento della Fiorentina Lazio e Parma sono a forte rischio. Chi va forte, come Milan (futuro campione d'Europa) e Juventus (destinata a vincere lo scudetto) non toccano la rosa, la Roma è attardata e destinata a una stagione da comprimaria, ma non riesce a comprare quello che può essere definito il valore aggiunto, anzi. Il mercato si rivelerà più famoso per le illustre cessioni. Il colpo sarebbe dell'Inter che prende con qualche anno di ritardo Gabriel Omar Batistuta. Il giocatore ha ormai dato tutto e viene dato via a cuor leggero dal presidente Franco Sensi che ironizza sulla cessione, compiacendosi di aver rifilato "una sola" ai nerazzurri. L'argentino segnerà appena 2 reti in 12 partite. La Lazio deve iniziare a far di necessità virtù e prende addirittura un giocatore che non trova spazio nel Como: Nikola Lazetic. La Roma movimenta un po' il mercato: detto di Batistuta, lascia dopo soli sei mesi Pep Guardiola.
Il regista non trova spazio nello scacchiere di Capello e così torna nel "suo" Brescia che lo accoglie a braccia aperte. Un bel colpo per i giallorossi è l'acquisto di Olivier Dacourt. Il francese in realtà è un ripiego, poiché Fabio Capello dall'estate chiede espressamente Edgar Davids, non venendo accontentato. Molto meno redditizio l'arrivo in giallorosso di Massimo Marazzina, bomber nel Chievo dei miracoli che nella capitale farà scena muta. Il Torino inizia malissimo la stagione e non servono gli arrivi di Manninger, Statuto, Donati e Marinelli. L'ex Milan riesce a segnare qualche gol e l'argentino dimostra di saperci fare col pallone, ma la situazione generale è disperata e la squadra chiuderà in ultima posizione. Il Como cerca disperatamente di mettere una toppa alla stagione e ci prova con Nicola Amoruso: non basta. L'Empoli dà spazio al giovane Borriello, in prestito dal Milan.




