...con D'Angelo
Alessio Alaimo
Luigi Delneri è pronto a ripartire, dall'inizio. Niente incarichi a campionato in corso. Meglio costruire una squadra a propria immagine e somiglianza. La pensa così anche Maurizio D'Angelo, storica colonna del Chievo Verona e attuale collaboratore tecnico dell'ex allenatore della Juventus. Con lui TuttoMercatoWeb ha ripercorso le tappe della loro esperienza bianconera.
D'Angelo, oggi la Juventus affronta il Chievo.
"Il Chievo proverà a difendersi compatto così da sfruttare le ripartenze e magari sorprendere la Juventus".
Quanto è diversa questa Juve dalla vostra?
"Hanno fatto degli acquisti mirati, con calciatori di un certo livello. Se avessimo avuto Pirlo probabilmente sarebbe stato meglio. Si tratta di un giocatore che è arrivato alla Juventus con un curriculum di tutto rispetto".
Cosa non ha funzionato con voi?
"La Juventus doveva cambiare molto e quando cambi paghi sempre l'inizio. Quest'anno si è cambiato ancora qualcosa, mettendo in atto una rifondazione. Adesso sono arrivati calciatori già pronti con una carriera alle spalle e quindi l'evoluzione è proseguita con risultati soddisfacenti".
Quanti rimpianti per lei e Delneri?
"Abbiamo fatto il massimo cercando di lavorare nel miglior modo possibile. Non rimpiangiamo nulla. In un campionato ci vogliono anche delle situazioni favorevoli. Fino a Natale stavamo facendo un ottimo campionato, poi c'è stato l'infortunio di Quagliarella e ci è mancato Iaquinta. Ma sono cose che fanno parte di una stagione. Oltre a pianificare e avere un organico di alto livello anche nei cambi ci vuole anche la fortuna".
Delneri nelle big difficilmente è riuscito ad imporsi.
"È stato solo alla Roma, ma in quella squadra avevano fatto male anche altri allenatori. C'era un organico meno competitivo rispetto agli altri anni e per questo la squadra non ha fatto un gran campionato. Alla Juve era un anno di rifondazione e quando cambi ci vuole tempo".
Felipe Melo perché ha fallito?
"Probabilmente si cercava in lui un giocatore con caratteristiche diverse rispetto alle sue. Stava a chi ha preso Melo capire in che condizioni avrebbe potuto dare il suo contributo. Sicuramente ha delle qualità, ma non bisogna confonderle con altre".
E Amaurì?
"A Parma ha fatto un buon campionato, sicuramente deve ritrovare quella fiducia e determinazione necessari per fare bene. Può farlo se una squadra gioca per lui. Deve mettere a posto alcuni tasselli, perché sicuramente può tornare l'Amaurì che tutti conosciamo. Ad inizio anno con noi era partito bene, soprattutto in ritiro e ai preliminari di Champions. Poi ha cominciato ad avere degli infortuni che non lo hanno messo nelle condizioni migliori. Lui ha bisogno di giocare e se non riesce ad avere un'ottima condizione fisica perde le sue doti principali".
Per il futuro, siete pronti a ripartire.
"Assolutamente sì. Sicuramente il mister è carico e voglioso di tornare. Aspetta una società che possa dargli la giusta fiducia per ripartire. So che ha avuto diverse richieste, ma vuole partire con una squadra creata da lui a sua immagine e somiglianza".
La Lazio per esempio, sarebbe interessante.
"Sicuramente sì. La Lazio è molto competitiva, fatta di ottimi giocatori e quindi sarebbe un'opportunità interessante".




