...con Foschi
Alessio Alaimo
Da una parte ha fatto la storia, dall'altra - per sua scelta - è durato giusto il tempo di visitare la città. Il Palermo e il Genoa questa sera si sfidano al Ferraris, riflettori puntati sull'ex Gasperini, adesso tecnico dei rosanero. "Io non posso essere considerato un doppio ex", Rino Foschi - a TuttoMercatoWeb - sorride e riavvolge l'album dei ricordi. "Da ds del Palermo - continua - ho fatto tante plusvalenze, del resto se rimani con Zamparini per sei anni devi anche fare numeri e risultati".
L'operazione di cui va più orgoglioso?
"Tutte, da Barzagli a Zaccardo fino ad Amaurì. E poi Cavani, il Palermo lo ha acquistato sotto la mia gestione, poi ha potuto fare una grande plusvalenza. Senza dimenticare i vari Cassani, Balzaretti e Sirigu che ho preso a zero e poi il Palermo ha venduto quattro milioni. Fino a due anni fa in rosanero c'erano tanti giocatori arrivati con me. Poi c'è una cosa non da poco...".
Cioè?
"Negli anni abbiamo messo sotto tutte le società in quanto a bilanci e plusvalenze. Anche quando qualche giocatore non rispettava le attese lo rivendevamo senza perderci niente o quasi".
Lei è forse la persona che è durata di più con Zamparini.
"Sei anni e abbiamo fatto grandi cose, non le dimenticherò mai sia per le classifiche, che per i bilanci. Se con Zamparini ci resti sei anni devi fare i numeri. È esigente, ma è un grande presidente. Io sarei rimasto ancora, è stato un grande ciclo, ora ne è cominciato un altro".
L'ennesimo: via Perinetti, dentro Lo Monaco.
"Non me l'aspettavo".
Stasera c'è Genoa-Palermo.
"Entrambe hanno bisogno di punti, il fattore campo avrà la sua importanza. Il Palermo deve continuare sulla scia di quanto fatto vedere contro il Chievo Verona. Ma il fattore campo sarà la cosa più importante".
Durante il mercato estivo Luca Toni è tornato alla Fiorentina. Un acquisto che la convince?
"L'ho visto giocare contro il Parma, dà quello che può dare. Con Toni non puoi certo riaprire un ciclo, lui il massimo lo ha già dato tra Palermo e Fiorentina. A Firenze è tornato perché ha lasciato un buon ricordo e magari sarà utile, ma non è più il Toni di una volta...".
El Shaarawy, vent'anni ed è già leader del Milan. È cresciuto nel suo Padova.
"Ha grande personalità, come Perin, che ho voluto fortemente al Padova. Entrambi vengono dal settore giovanile del Genoa, un vivaio dalle grandi potenzialità. Il Faraone ha grandi qualità, è arrivato in Nazionale, poi da seconda punta rende al meglio. Non si emoziona né se gioca a San Siro e né da qualunque altra parte del mondo. Sta confermando tutte le sue qualità".
Lei, Corvino, adesso Perinetti. La vecchia guardia è praticamente fuori...
"Fa parte del nostro lavoro, è tutto normale. Oggi ci sei e domani no, basta un risultato negativo o positivo per cambiare tutto. Purtroppo è così, ma la vita continua, l'importante è aggiornarsi. Mercoledì andrò in Sudamerica, è giusto vedere i giocatori, conoscerli e quando torni a lavorare devi dare il massimo per la tua società, come del resto ho sempre fatto".




