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...con Gaucci

...con GaucciTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
martedì 28 febbraio 2012, 00:002012
di Alessio Alaimo
"Ciao Italia, a Santo Domingo mi godo la vita. L'Udinese il nuovo Perugia, io in Umbria mai gratificato. Sogliano è scappato da Zamparini"

Rompe il silenzio dopo quasi due anni Luciano Gaucci, ex presidente del Perugia. L'ex proprietario della squadra umbra, direttamente da Santo Domingo, dove risiede in compagnia di moglie e figli, si concede in esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb. Tanti gli argomenti affrontati nel corso dell'intervista.

Gaucci, adesso si gode Santo Domingo.
"Finalmente dopo tanti anni di sacrifici posso riposarmi con mia moglie e i figli piccoli. Quello che non ho goduto nella vita passata me lo godo qui. Ho la famiglia, mi vengono a trovare gli amici e quindi non posso certo lamentarmi".

Quanto parla di calcio in casa?
"Poco. Mia moglie è di Santo Domingo, è giovane, abbiamo dei bambini e di calcio non se ne intende. Il calcio per loro è una cosa strana".

E i suoi figli Alessandro e Riccardo, quanto li continua a sentire?
"Mi chiamano in continuazione e viceversa. Il rapporto è bellissimo. Quando sono stato in Italia siamo stati tutti insieme e li ho riabbracciati".

Nessuna nostalgia dell'Italia?
"In Italia avevo duemilacinquecento dipendenti, ma ho fatto una vita faticosissima. E avevo anche una squadra di calcio da portare avanti. Era una vita impossibile. Ora finalmente mi riposo. Tante volte facevo due pranzi e due cene al giorno per tutti gli impegni che avevo, era un tormento continuo. Qui finalmente ho trovato la tranquillità necessaria. Quando vengo in Italia spunta chi vuole vedermi, chi vuole invitarmi. Invece qui sto tranquillo con moglie e figli, senza preoccupazioni".

Se tornasse nel calcio darebbe ancora fastidio?
"Penso proprio di sì. La mia forza per andare avanti era quella di essere testardo e volere sempre ottenere ciò che era giusto. Ero scomodo. Ho tolto il fastidio, però mi godo la famiglia ed è la cosa più importante".

Quanto le fa male vedere il Perugia nelle serie inferiori?
"A Perugia non sono mai stato gratificato. Stavamo in serie A e se perdevamo una partita era una tragedia. Dovevamo sempre vincere, non erano mai contenti. Non capisco. Ho speso e dato tanto per portare il Perugia dalla C alla Uefa e la gente non era mai felice, voleva sempre di più. Ho fatto bene ad andar via. Non tornerei indietro e non ricomprerei il Perugia, sicuramente".

Chi è il nuovo Perugia?
"L'Udinese. Insieme ad Alessandro e Riccardo ero sempre intenzionato a prendere giovani che di lì a poco sarebbero diventati dei campioni. E ora lo fa anche l'Udinese. Complimenti a Pozzo".

Il giocatore a cui è rimasto più legato?
"Nakata".

Perché proprio lui?
"Era un ragazzo eccezionale oltreché un grande giocatore. Era rispettoso, bravo, riconoscente. L'ho rivisto, mi ha telefonato dicendomi 'presidente, ha bisogno di qualcosa?'. Gli ho detto 'basta che tu mi telefoni ogni tanto per ricordarmi i momenti felici che abbiamo vissuto insieme'".

E poi c'è Miccoli.
"Un grande ragazzo e un vero campione. Lo abbraccio fortemente".

Merita l'Europeo?
"Assolutamente sì".

Mesi fa Sogliano ha lasciato Zamparini. Eppure ai presidenti esigenti dovrebbe essere abituato dopo cinque anni con lei.
"L'ho seguito, è diventato un bravo direttore sportivo. Zamparini è più esigente di me, quindi le persone che stanno con lui si stancano e vanno via. Diciamo che è scappato (sorride, ndr). Di Sogliano calciatore ho un bel ricordo. Era un giocatore quasi perfetto, non sbagliava mai niente. Sempre impeccabile, dentro e fuori dal campo. Gli mando un grande abbraccio".

Mauro Milanese, Sean Sogliano o Walter Sabatini: chi prenderebbe come ds nella sua squadra ideale?
"Walter Sabatini".

Non ha dubbi.
"Si perché è un conoscitore di calcio molto attento e lo sta dimostrando anche alla Roma dove sta facendo grandi cose. A lui faccio i miei complimenti".

E per la panchina, Serse Cosmi o Fabio Liverani?
"Serse Cosmi, una persona seria, capace e intelligente. Non è facile trovare un allenatore preparato calcisticamente e dal punto di vista della cultura personale. Ha grandi doti. Però vi faccio notare una cosa"-

Cosa?
"Tanti miei calciatori e allenatori sono rimasti nel calcio e stanno facendo cose straordinarie. Questo mi rende felicissimo. Mando un abbraccio enorme a tutti".

Anche ai tifosi del Perugia?
"Tutto sommato sì, perché erano comunque legati. Quando c'ero io pensando che potessi fare di più faticavano ad accettare cose migliori rispetto a quelle che gli davo".

Per concludere mi faccia un nome: il più grande amico e nemico che abbia mai avuto nel calcio.
"Non ricordo grandi nemici. Ci potrà essere stato qualche piccolo sgarbo, ma tutto sommato niente di particolare. Per quanto riguarda gli amici dico Giulio Andreotti, che mi è stato vicino nei momenti di difficoltà".