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Con l'Aik non una semplice vittoria, ecco il Napoli 2 ideato da Mazzarri

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Antonio Gaito
venerdì 21 settembre 2012, 19:302012
autore Antonio Gaito
21.09.2012 19:302012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Spesso nel calcio alcune vittorie vanno al di là dei tre punti aggiunti in classifica. Quella di ieri del Napoli può essere inserita sicuramente in questa tipologia di successo. Il 4-0 raccolto in scioltezza contro l'Aik offre, infatti, tantissime indicazioni positive a Walter Mazzarri ma, allo stesso tempo, alcune cose su cui continuare a lavorare. Prima di entrare nel dettaglio sulle prove dei singoli è opportuno sottolineare la crescita anche del tecnico dei partenopei che, a differenze delle scorse stagioni, ha cambiato filosofia - sfruttando anche il mercato condotto dalla società e la crescita di diversi elementi della rosa - abbandonando l'idea dei titolarissimi, ovvero quel blocco di 12-13 giocatori su cui fare totale affidamento per ogni impegno ma che spesso ha portato il Napoli a crollare, per il dispendio di energie, proprio nel momento di allungare la mano sull'obiettivo stagionale. Mazzarri ha optato per una rosa numerosa, con due giocatori per ogni ruolo e in alcuni di questi si è ridotta la differenza tra titolare e alternative. Oltre la vittoria con l'Aik, il vantaggio di questa scelta si potrà notare proprio da questo tour de force che vedrà il Napoli affrontare le trasferte di Catania e Genova, sponda Samp, quest'ultima dopo l'infrasettimanale al San Paolo con la Lazio. Nell'altra settimana salto ad Eindhoven per l'impegno d'Europa League col Psv per poi affrontare l'Udinese al San Paolo. Serie infinita di partite a cui il Napoli arriva avendo risparmiato con l'Aik dieci/undicesimi dei giocatori impiegati nel match con il Parma. Cavani, Maggio, Campagnaro, Inler neanche convocati, Cannavaro e Pandev relegati in panchina, mezz'ora per Hamsik e Dzemaili e pochi minuti per Zuniga. Netta la differenza con quanto fatto tra Champions League ed Europa League da rivali come Juventus e Lazio che hanno schierato praticamente gli undici base. Mazzarri potrebbe non osare tanto con avversari di spessore superiore come Psv o Dnipro, ma resta il fatto che la squadra vista ieri ha convinto accentuando probabilmente le carenze degli avversari, non tanto lontani dal valore dell'Elfsborg - in Svezia è sfida testa a testa per il titolo - che qualche anno fa nel preliminare fece sudare abbastanza il Napoli.

INSIGNE-VARGAS - Dall'attacco sono arrivate le risposte più importanti con l'esplosione di Eduardo Vargas che, confermando la buona intesa con Insigne maturata sin dal ritiro in Trentino, ha siglato una tripletta che gli permetterà di continuare a crescere con tranquillità e di ritagliarsi spazio anche in Campionato quando ci sarà l'opportunità. Merito anche di Mazzarri che ha voluto trattenerlo a tutti i costi nell'ultima settimana di mercato e gli ha dato una impostazione tattica da prima punta, in modo da poter giocare in coppia con Insigne, e non solo in una sostituzione. Poco altro, invece, la gara ha aggiunto a quanto abbiamo già visto del talento di Frattamaggiore che ha confermato i suoi grandi colpi risolutori su cui Mazzarri sta già contando in campionato, pur preferendo l'esperienza e la classe di Pandev.

MESTO E DOSSENA - Sulle corsie esterne il Napoli ha altrettante certezze. Dossena anche per il campionato si propone come alternativa a Zuniga, che però si lascia preferire per i miglioramenti nella doppia fase di gioco, mentre Mesto - seppur con una condizione fisica ancora approssimativa - ha mostrato di essersi inserito abbastanza bene negli schemi di Mazzarri con diversi inserimenti e buona presenza in fase difensiva, ricordando Maggio in un frangente per una bella diagonale difensiva. Altro aspetto migliorato dal club su indicazione del tecnico, visto che l'anno scorso il periodo critico dei partenopei era iniziato proprio con un calo di forma degli esterni, eccessivamente spremuti in tutte le competizioni.

DONADEL-BEHRAMI-ELKADDOURI - Qualche dubbio arriva dalla mediana proposta ieri in questo Napoli 2. Behrami è già una certezza per Walter Mazzarri ed è stato già alternato a Inler e Dzemaili mentre quello di Marco Donadel è stato praticamente un ritorno dopo una serie infinita di problemi fisici. Il centrocampista ha fatto rivedere le sue doti in fase d'interdizione ma anche nell'impostare subito l'azione, ma ha bisogno di crescere sul piano del ritmo gara. La sua prova è stata buona, fino a quando non è calato fisicamente nella ripresa. Discorso diverso per Omar El Kaddouri, uscito a fine primo tempo dopo una prova abbastanza deludente. Il talento classe '90 prelevato dal Brescia in chiusura di mercato ha evidenziato buoni numeri e grandi qualità tecniche ma è ancora un corpo estraneo alla squadra ed ha bisogno di un ulteriore periodo di ambientamento.

GAMBERINI-FERNANDEZ-ARONICA - Nonostante il 4-0 non è mancato qualche brivido nell'area del Napoli ma la difesa proposta in Europa League può assicurare qualità ed esperienza. Aronica è stato proposto nonostante il problema alla caviglia, vista l'assenza di Britos nello stesso ruolo e l'impiego di Cannavaro avrebbe portato Fernandez a spostarsi a destra e Gamberini a sinistra. Il centrale argentino, già titolare con la sua nazionale, non ha giocato una prova impeccabile ma ha confermato le sue qualità e buoni margini di miglioramento mentre l'ex viola ha dato grande esperienza al reparto: poche sbavature e grande personalità nell'uscire palla al piede ad impostare l'azione. Suo il lancio per il primo gol di Vargas.

ROSATI - Il turnover di Mazzarri ha compreso anche l'estremo difensore. Non è facile sostituire un portiere come De Sanctis, da anni in nazionale alle spalle soltanto di un fenomeno come Buffon, ma l'ex Lecce ha confermato la sua grande crescita meritando questa opportunità. Non è mancato il lavoro per lui che però ha risposto bene con un'uscita bassa nel primo tempo e diversi interventi sulle conclusioni da fuori. Anche come dodicesimo il Napoli può contare su una garanzia.