...con Paolucci
Alessio Alaimo
Il Vicenza vuol riprendersi. E dopo il derby contro il Verona, ecco un'altra occasione. Un altro derby. Contro il Padova di Alessandro Dal Canto. Sfida importante, soprattutto per la classifica. Perché la squadra biancorossa naviga nelle zone basse. Di questo ed altro TuttoMercatoWeb ne ha parlato con Michele Paolucci, terminale offensivo della squadra allenata da Beghetto.
Paolucci, pronti per il derby?
"Abbiamo undici partite importanti da giocare. Non vinciamo da un po' e questa cosa si sente. La classifica deve far suonare un piccolo campanello d'allarme. Anzi, è già suonato. Ho imparato che in questo campionato tutti possono battere tutti".
Cosa è cambiato da Cagni a Beghetto?
"Purtroppo Cagni ha pagato la mancanza di risultati. Mi è dispiaciuto da pazzi vederlo andare via, perché è veramente un bravo allenatore e una bravissima persona. Con lui, sia io che i miei compagni, il rapporto era ottimo. È una persona che sa di calcio, non mi stancherò mai di ringraziarlo. Ti insegna ancora il mestiere, ad amare il tuo lavoro, incontrarlo a venticinque anni è stata una fortuna vera. Da parte mia e credo di parlare a nome di tutti i miei compagni, a Cagni va un grosso in bocca al lupo per il futuro. Merita delle soddisfazioni, sono sicuro che se le potrà togliere. Ci ha presi che eravamo in mezzo ad una strada e risollevati. Il suo lavoro è stato ottimo. Beghetto è giovane, sta a noi metterlo nelle condizioni di fare le scelte migliori. ha tanta voglia di fare, è preparato e ha passione. Passione che sta trasmettendo a noi. Non è facile, soprattutto in una squadra che ha delle difficoltà. La linea che ci diamo è quella di metterci a sua disposizione per dargli il 101% ogni volta che fa delle scelte o ci propone delle soluzioni".
La sua storia dice che è passato dalla Juventus al Siena, poi al Palermo e infine al Vicenza. Parabola discendente?
"Ogni tanto ci penso anch'io. È vero. Ho fatto un viaggio un po' particolare quanto inusuale. Quest'anno sarei voluto rimanere a Siena, ma le cose non sono andate come volevo. In questa stagione, dopo le vicende dello scorso anno, ho ritenuto opportuno fare un passo indietro, perché ho tanta voglia di fare. Anzi, ringrazio il Vicenza per avermi dato questa possibilità, così come il Siena".
Quando ha lasciato Siena ha ringraziato soltanto Daniele Faggiano e non Perinetti. Perché?
"Adesso non importa più. Se c'è una cosa che ho imparato è che le chiacchiere lasciano il tempo che trovano. La mia situazione a Siena è stata chiara: quando ho incontrato la dirigenza l'ho fatto per proseguire il rapporto e per avermi dato la possibilità di farlo devo ringraziare il Presidente. Ho girato troppe squadre, il Siena è la mia società. L'anno scorso avrei fatto qualsiasi cosa per rimanere, ma non c'è stata la possibilità. Nelle ultime due stagioni tra me e il contesto bianconero c'è stata qualche difficoltà di comunicazione. Probabilmente ho anche sbagliato in alcuni momenti di rabbia, dicendo cose che non pensavo, prendendomela con chi non avrei dovuto. Perchè rispetto, Siena, il Siena, Sannino e tutto ciò che riguarda l'ambiente. Ora la cosa fondamentale è finire alla grande questa stagione, facendo dei gol e dando al Vicenza la possibilità di salvarsi. Per il resto, ogni anno le cose cambiano: ho tanta stima del Siena e di tutto quello che riguarda il contesto, la mia intenzione è finire bene e poi rimettermi a disposizione della mia società. La storia di Pegolo insegna: nonostante tante difficoltà è rimasto a disposizione e si è fatto trovare pronto. Per quanto riguarda Perinetti sta facendo bene il suo lavoro a Siena. Auguro alla società di ottenere i risultati sperati, del resto se ne parlerà a giugno".
L'anno scorso ha avuto due allenatori, a Palermo. Serse Cosmi e Delio Rossi: il primo sta facendo bene a Lecce; il secondo a Firenze un po' meno.
"Cosmi è un bravissimo allenatore, purtroppo a Palermo è incappato in una situazione particolare, trovando delle difficoltà. Per l'anno scorso mi è dispiaciuto perché ho avuto un infortunio alla caviglia e sono stato fermo. Contro la Lazio il mister mi ha dato la possibilità di giocare, poi sono stato costretto a fermarmi di nuovo. E quindi mi è dispiaciuto anche non poter dare il mio contributo a Delio Rossi.
Adesso a Lecce Cosmi gioca tutte le partite per vincerle, pratica un calcio offensivo ed è un piacere veder giocare la squadra, nonostante la situazione di classifica. Per quanto riguarda Rossi è un allenatore che nella sua carriera ha dimostrato di avere delle capacità importanti. Basta vedere cosa ha fatto al Lecce, alla Lazio e al Palermo. Poi come nelle carriere dei calciatori ci sono periodi in cui si incontrano delle difficoltà. La situazione della Fiorentina è difficile e Amaurì sta trovando difficoltà, anche se per me resta un attaccante straordinario: sta dando tutto, ma non riesce a segnare.
Poi per Rossi non è facile subentrare, ha bisogno di lavorare sui suoi ragazzi, sul metodo di gioco, da inizio campionato. Spero venga confermato".
Da chi ha ricevuto di più Michele Paolucci?
"Ho dato molto meno io a loro, mi dispiace. Non ero al meglio. Loro due mi hanno dato qualcosa, io non ci sono riuscito e questo mi è dispiaciuto".




