...con Tare
Alessio Alaimo
Ieri mezza città di Roma si è risvegliata col sorriso. L'altra un po' meno felice. Il derby della Capitale domenica ha sorriso alla Lazio di Reja. Di questo ed altro TuttoMercatoWeb ne ha parlato con il direttore sportivo biancoceleste, Igli Tare.
Tare, che sapore ha la vittoria nel derby?
"È una vittoria importante a livello di immagine e per la classifica".
Luis Enrique si è lamentato per aver finito il derby in dieci, con riferimento all'espulsione di Stekelenburg.
"È stato rispettato il regolamento, c'è poco da discutere".
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In casa Lazio è tornato il sereno.
"Ogni volta che succede una cosa del genere c'è una reazione. Fortunatamente in positivo. Siamo contenti, tutti devono remare dalla stessa parte. Comunque non è questione di serenità, ma di equilibri. Da qui alla fine abbiamo dodici finali da giocare, i punti in palio sono tanti. Può succedere di tutto. Non dobbiamo abbassare la guardia, ma pensare al Bologna, che sarà l'avversario più difficile da affrontare nell'immediato".
Bologna. Inevitabile pensare a dolci ricordi.
"Ho dei ricordi fantastici, bellissimi. Ho vissuto una bella avventura".
Mi dica la verità: vi sentite favoriti per il terzo posto?
"No, assolutamente. Ci sono tante squadre in lotta per il terzo posto, tra cui la stessa Roma. In dodici partite può succedere di tutto, guai ad abbassare la guardia".
La Lazio è più forte della Roma?
"Questo lo lascio dire agli altri (sorride, ndr)".
Uno dei vostri punti di forza è l'esperienza di Reja, rispetto ai giallorossi.
"Reja sta dimostrando di saper fare un ottimo lavoro, parlano i fatti. Però anche Luis Enrique è valido e bravo. Sarà uno dei migliori allenatori del futuro. Ciò che è importante è anche la serenità che si riesce a trasmettere alla squadra e Reja è stato bravo a motivare tutti".
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Spostiamoci in Inghilterra. Il Chelsea ha esonerato Villas Boas per affidarsi a Di Matteo, accostato, anche lui, alla Lazio dopo le dimissioni di Reja. Avete mai pensato al nuovo tecnico dei Blues?
"Per quanto riguarda Villas Boas non posso giudicare una vicenda che non conosco. Su Di Matteo posso dire che a lui non abbiamo mai pensato. È sotto contratto con un'altra società e non ci interessa".
Tra qualche mese sarà tempo di mercato. Zàrate tornerà alla Lazio.
"Fino a giugno Zàrate è un giocatore dell'Inter e come tale deve essere trattato".
Ok, ma poi venderlo sarà dura. Concorda?
"Non c'è niente di difficile, perché stiamo parlando di un grande campione".
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Infine Roberto Baggio. Lo accostano alla panchina dell'Inter, lei lo conosce bene. Pronto per allenare?
"Roberto è un patrimonio del calcio mondiale. La sua assenza nel calcio è importante, ma per come lo conosco penso che non voglia allenare. Non sono sicuro che abbia la voglia di lottare con lo stress quotidiano. Certo, me lo auguro perché sarebbe bellissimo. Ma non credo proprio che possa accadere, perché conoscendo il suo stile di vita, non è facile che torni nel calcio per indossare i panni dell'allenatore".




