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...con Torchia

autore
Alessio Alaimo
martedì 27 marzo 2012, 00:002012
autore Alessio Alaimo
27.03.2012 00:002012
"Pasquato granata contro la Juve: sarebbe bello. Bonucci e i russi, non c'erano le condizioni. Musacci, futuro ancora a Parma. Kabashi in bianconero: vediamo..."
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Image Sport

Da fischiato ad esaltato. Tutto in meno di due minuti. Perché il calcio è strano, bello, imprevedibile. Gli equilibri vengono sovvertiti nel giro di una frazione di secondo, di un passaggio indovinato o di un gol segnato. Cristian Pasquato si è presentato al pubblico del Torino con un gol, forse inutile ai fini di un risultato già acquisito, ma carico di significato per il futuro. Di questo ed altro TuttoMercatoWeb ne ha parlato con Davide Torchia, suo procuratore.

Torchia, partiamo da Del Piero. Il gol all'Inter può riscrivere l'epilogo già annunciato per fine anno
"È già bello che se ne parli e che Del Piero metta questo pensiero a tutti. Sta facendo benissimo, ha lavorato anche quando non ha giocato, se lo ricorderà tanta gente. Andar via facendo poco o nulla o l'ex campione è un conto, così invece Del Piero è ancora un campione. L'anno scorso ha firmato in bianco facendo un grande gesto, un atto d'amore. Non ha fatto l'affarista, impossibile farlo con la sua famiglia. Se la Juventus gli desse qualche segnale penso che rimarrebbe. Del Piero è sempre stato equilibrato, non ha mai fatto una polemica, neanche quando avrebbe potuto farla. Non si è campioni solo perché si dà del tu al pallone. Del Piero può togliersi tante soddisfazioni, normale che non pensi al futuro".

Spostiamoci sulla sponda granata. Il suo Pasquato sabato è passato dall'essere fischiato ad applaudito, in pochi minuti.
"A fischiare è stata una parte, che ha manifestato un po' di dissenso a priori. Ci può stare, è una cosa rispettabilissima. Allo stadio, da professionisti, bisogna accettare tutto. Gran parte dello stadio invece ha dimostrato affetto e al di là del gol Cristian ha dimostrato voglia di fare bene. Mi ha fatto piacere che il gruppo al momento della rete abbia fatto vedere unità andando ad abbracciare Pasquato. Ciò dimostra che tutti sono importanti, a caccia dell'obiettivo. Poi chi ha più o meno spazio è uguale: conta il traguardo".

Come se lo immagina un derby in serie A con Pasquato granata?
"Sarebbe bello. Non per la rivalsa verso quella o l'altra squadra, ma perché in un mondo calcistico fatto sempre di ripicche e polemiche, ci starebbe un po' di apertura mentale che porti simpatia. Come dire 'guarda che cosa simpatica, uno che è cresciuto nella Juventus ora ci gioca contro e potrebbe anche fargli gol', ammesso che ciò succeda".

Erede di Del Piero o futuro granata?
"Se fosse facile fare Del Piero ne nascerebbe uno ogni anno. Ma ne nasce uno ogni venti. Uno può ammirare Del Piero, cercare di rubare i segreti del mestiere, tentare di emularlo, ma non imitarlo. L'importante è fare la propria carriera con impegno e rispetto per la maglia che si indossa. È importante che Cristian ogni settimana lavori per migliorare le sue lacune. Poi se ci riuscirà diventerà un calciatore importante. Ma non me la sento di vederlo più qui o lì, perché le previsioni vengono smentite dopo un attimo".

Tornare alla Juve sarebbe difficile sotto il profilo ambientale. Non crede?
"No. Partiamo dal presupposto che il Torino ha creduto nel ragazzo non facendosi problemi, considerando Cristian funzionale al progetto. E io ho fatto lo stesso discorso: può migliorare, far bene e ritagliarsi il suo spazio. Alla fine si parla di sport, mica di politica...".

Conte contro l'Inter ha preferito Barzagli a Bonucci. Per il suo assistito è ipotizzabile un futuro lontano dalla Juventus? Magari allo Zenit, in Russia.
"Barzagli sta disputando un ottimo campionato. Un paio di settimane fa è rimasto fuori Chiellini. Il mister prova a dosare le forze di tutti. Al di là di Pirlo e Buffon, che sono due pilastri. Alla fine girano quasi tutti. In quella difesa non ci sono riserve. Caceres ha fatto bene, così come Lichsteiner. C'è spazio per tutti.
Riguardo ai russi è una cosa legata alla stagione passata: Leonardo ha creato attenzione, ma non ci sono state le condizioni. Il ragazzo non era interessato e la Juventus gli ha sempre dato fiducia. Pensiamo alla Juventus, che ci dà grandi opportunità. Ciò che conta è fare il proprio dovere quando si è chiamati in causa. E poi nei prossimi anni, tra coppe europee e campionato ci vorranno tanti giocatori di livello".

Ariaudo-Cagliari, un matrimonio destinato a continuare.
"Quando i giocatori piacciono possono rimanere anche vent'anni. Lorenzo si sta ritagliando il suo spazio, ha già un buon numero di partite e non è poco alla sua età, perché non mi vengono in mente centrali italiani del 1989. E sottolineo italiani, perché nel nostro campionato paradossalmente non è facile che questi trovino spazio. Al contrario degli stranieri.
Il Cagliari ha avuto il coraggio di tenerlo e fargli giocare una media di venti partite l'anno".

Musacci, obiettivo permanenza a Parma?
"Sì. Musacci viene dalla serie B, ma era già pronto per giocarsi le sue carte. Se le sta giocando bene, la società e l'allenatore del Parma hanno fiducia in lui e lo propongono spesso. Speriamo che il Parma voglia tenerlo, stiamo lavorando per questo. Per ricambiare la fiducia".

Chiudiamo con il giovane Elvis Kabashi dell'Empoli. Futuro alla Juventus?
"Deve crescere e migliorare, però ha delle qualità che nel calcio moderno sono importanti. La Juventus ha già dei giovani molto forti, stiamo parlando di un target elevato. Se avrà bisogno di un giocatore del genere ne parleremo. Ma per ora Elvis deve darsi da fare con la l'Empoli, non pensare al mercato. A quello che verrà ci penseremo se arriveranno delle opportunità".