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Di Canio a tutto tondo: "Sogno di diventare il ct dell'Inghilterra"

autore
Marco Valerio Bava
giovedì 11 ottobre 2012, 23:552012
autore Marco Valerio Bava
11.10.2012 23:552012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Una rottura netta con il mondo Lazio, con la maggior parte di quei tifosi con i quali condivide una fede e per i quali è stato un idolo. Paolo Di Canio, però, è persona sincera e gli attriti con Lotito e con parte dell'ambiente laziale, lo hanno fatto allontanare: "Non è un mio problema che i tifosi ci rimangano male se io dico quello che penso della Lazio. Quando mi si fa una domanda io rispondo sinceramente e non sento la necessità di dover fare una distinzione. Per quando riguarda lo scindere la società dalla tifoseria, rispondo che io non sono un ex giocatore che vive di radio o cose del genere, e che quindi si debba accaparrare i favori dell'ambiente. Commento in modo professionale e schietto, questo è il mio modo di essere, da sempre. Credo che sia da stupidi pensare che io non sia più laziale, e se questo è il mondo che circonda la Lazio preferisco non seguirlo".

La Lazio attuale lo convince poco, fa ironia Di Canio: "C'è un grande allenatore portato da un grande presidente -ha dichiarato a Lalaziosiamonoi.it-, quindi adesso c'è da pensare a questo futuro roseo costruito da un grande personaggio che in questo momento sta volando, vola come quella povera aquila Olympia... Il gesto di Klose a Napoli? Non mi sembra che Klose abbia subito detto che aveva toccato con la mano. Ha esultato per una ventina di secondi, e solo dopo essersi reso conto delle tante telecamere, e accerchiato dai giocatori del Napoli, si è convinto a confessare. Ma il punto è che si è fatto un gran parlare della cosa, mentre in Inghilterra non avrebbe fatto nemmeno notizia... "

Il suo presente si chiama Swindon Town, squadra di League One che guida con successo dalla scorsa stagione. Dopo una promozione da record, ora il suo nome viene accostato anche a panchine più prestigiose come quelle di Bolton e West Ham: "Ormai sono inserito alla grande nell'ambiente inglese e una delle mie aspirazioni più grandi è sicuramente diventare la guida tecnica della nazionale e perché no vincere qualcosa di importante, che qui manca da molto tempo. Di certo il paragone con Capello, oggi, è fuori luogo. Lui è venuto qui già da grande allenatore, mentre Di Canio deve dimostrare tutto e piano piano lo sta facendo. Magari fra una decina d'anni potrò dire la mia, ma la mia preoccupazione attuale è la partita di sabato, che qua due partite perse e ti licenziano! Un ritorno in Italia? Per ora non è nei miei pensieri, il calcio che più amo è quello inglese, per l'atmosfera che si vive e si respira. Tutti gli allenatori hanno l'ambizione di guidare un club importante, ma al momento vorrei fare un altro paio d'anni qui e portare avanti un certo tipo di progetto, iniziato al mio arrivo".