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Di Canio: "La Lazio deve cambiare progetto tecnico"

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Chiara Biondini
lunedì 7 maggio 2012, 11:002012
autore Chiara Biondini
07.05.2012 11:002012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

"Delio Rossi ha fatto anche poco. La Juventus ha meritato di più. La Lazio deve cambiare progetto tecnico. La Roma continua a sbagliare tatticamente" così ancora Paolo Di Canio ai microfoni di Radio Manà Manà Sport a margine della festa promozione dello Swindon Town. "Siccome so che Delio Rossi è un grandissimo uomo, una grandissima persona e un grandissimo professionista - ha spiegato l'ex attaccante della Lazio (giocatore di Rossi nella stagione 2005/06, ndr) - sapevo che c'era qualcosa sotto. Al di là delle parole che so che sono state dette, Rossi ha fatto anche poco. Quando si va a toccare il personale in quel modo, io il giocatore l'avrei lasciato per terra. Ci sono cose più grandi. Non si può fare i perbenisti su queste cose. Siamo personaggi pubblici e dobbiamo stare attenti, è vero, ma vi posso garantire che Delio Rossi è stato fin troppo calmo: e anche avessi visto soltanto l'applauso ironico di Ljajic, l'avrei capito lo stesso. In un contesto del genere - ha proseguito Di Canio - in un momento delicato, un allenatore che lavora 24 ore al giorno, che ci mette il cuore, la passione, e conoscendo anche la passione e il trasporto del pubblico di Firenze, con il rischio di far retrocedere una città intera, e aggiungendo anche il fatto che Ljajic aveva sbagliato un rigore con l'Inter qualche giornata prima senza sentirsi responsabile, e che Rossi gli stava comunque dando un'altra possibilità nonostante non avesse dimostrato niente, lui si è permesso di fare un applauso ironico, sbeffeggiandolo in pubblico. Io l'avrei preso per il collo. Magari nello spogliatoio però sarebbe stato legittimo anche in quel caso. E già senza sapere le sue parole gravissime, sarei stato di per sé con Delio Rossi. Questi ragazzini che guadagnano milioni di euro e che si sentono uomini quando vanno in giro con il macchinone e o l'orologione, devono essere uomini anche nell'approccio alla vita e al lavoro. Devono crescere in fretta e imparare l'educazione in fretta perché anche loro fanno parte di questo circo. Altrimenti qualche schiaffone gli fa bene".

Sulla Juventus Di Canio era stato buon profeta a poche ore dalla conquista dello scudetto. "Tra Juve e Milan merita di più la Juventus. Non avere le coppe è stato importante per tenere uno stato di forma fino alla fine, ma Conte ha regalato un'intensità superiore anche in allenamento. Volontà e furore agonistico abbinate ad individualità tecniche hanno fatto la differenza. Conte ha contribuito in maniera determinante, con il sostegno della società e di uno stadio che può essere decisivo in particolari momenti della stagione".

La Lazio, vincendo a Bergamo, ha fatto un passo in più verso la Champions, ma Di Canio punta il dito sul progetto a lungo termine. "Ogni anno è paradossale: i tifosi, il club lottano, fanno a botte con l'Udinese in maniera del tutto ingiustificata, e poi si sentono i tifosi che dicono 'ma che ci andiamo a fare in Champions se poi Lotito non fa la squadra?' Ma Lotito lo conoscono tutti. Ha preso Cana, a gennaio ha preso Candreva, che pur enon ha fatto male ultimamente, ma che ci si può aspettare di più? Nel momento in cui è uscito Klose, la Lazio è finita. È monotematica - spiega ancora l'ex punta biancoceleste - palla lunga da 40 metri, ha cinque fantasisti e gioca con due uomini sopra linea palla, attacca in area di rigore con un uomo, che ultimamente è solo Mauri perché si è ristabilito. Attacca con due uomini, ma dove vuole andare? Gioca un calcio sparagnino e può arrivare tra le prime in Italia perché purtroppo il calcio italiano è scadente. Poi però va in Europa e prende schiaffi anche dalle squadre più mediocri. Ma non è solo un progetto societario, ma proprio tecnico: anche qui nel mio piccolo qui a Swindon se sto vincendo 2-0, attacco comunque con cinque uomini perché questo è il calcio del futuro. In una finale ci può stare, ma a lungo andare puoi fare solo risultati mediocri. Questo è quello che tecnicamente deve cambiare la Lazio".

Chiusura tecnica sulla Roma. "Solo una cosa ho da imputare a Luis Enrique - ha commentato Di Canio - forse ha capito che i giocatori, facendo questo possesso sterile, avrebbero continuato a prendere delle imbarcate. Secondo me un allenatore però dovrebbe sapere i pro e i contro del suo sistema di gioco, e devo dire che è strano che continuino a vedersi alcuni movimenti sbagliati dopo otto mesi. Si abbassa un mediano, che è De Rossi, per prender palla, allarga i due centrali, si alzano i due esterni bassi e si crea un buco enorme. Però in quel momento sei in fase di possesso. Il principio fondamentale di questo gioco però è che non bisognerebbe mai fare passaggi orizzontali. Invece questa squadra continua a fare passaggi orizzontali di 30 metri. Non è il Barcellona che fa fraseggi stretti e può permettersi di tenere palla in un fazzoletto contro tre avversari perché hanno grande qualità. È una squadra di giovani che, anche se qualcuno dotato di buone qualità tecniche, non hanno fuoco, né esperienza, né cattiveria agonistica, e lo dicono le trasferte dove hanno preso 4 gol da tutti senza reagire, che è normale per una squadra debole caratterialmente e labile tecnicamente. Ma persino quando ha vinto in casa - ha concluso Di Canio - avrebbe potuto prendere tre gol prima di farne altrettanti e vincere la partita".

Fonte: Radio Manà Manà Sport