Anastasi: "Juve con i pareggi ti scordi lo scudetto"
esclusivaElena Rossin
Abbiamo intervistato in esclusiva Pietro Anastasi, centravanti juventino dal 1968 al 1976, e con lui parlato della sua ex squadra. La condizione fisica della Juve è calata. Conte ha tirato fuori il meglio dalla squadra e nessuno poteva pensare che riuscisse a fare così tanto. I bianconeri faticano con le squadre di medio-bassa classifica e con il Genoa si rischia un altro pareggio. Se i tredici pareggi fossero stati alternativamente vittorie e sconfitte in classifica la Juve avrebbe sei punti in più del Milan. Borriello non è l'attaccante che può far fare il salto di qualità.
La Juventus è affetta da pareggite avendo concluso la metà delle gare con questo risultato. Meglio accontentarsi di un punto che provare a farne tre e rischiare di perdere sembrerebbe la spiegazione, però così i bianconeri hanno abbandonato la vetta della classifica. Troppa prudenza o limite della squadra?
"I limiti della squadra sono venuti fori, purtroppo, quando la condizione fisica è calata, poiché non ha giocatori tecnici come il Milan che riescono a fare la differenza. Quando si fanno tredici pareggi su ventisei gare lo scudetto lo si può quasi dimenticare".
Altro difetto di questa Juventus è che con le squadre medio-piccole raccoglie meno che con le grandi. Malgrado Conte sia un allenatore con una notevole grinta sembra non riuscire a trasmetterla nel modo giusto alla squadra, quando deve affrontare formazioni alla portata. E' così?
"Non è questione dell'allenatore, è logico che il mister cerca di inculcare nei giocatori le motivazioni quando si deve affrontare una squadra medio-piccola e cerca di caricarli, ma sono i giocatori stessi a dover trovare gli stimoli. Poi in campo le cose si complicano e se non si sblocca la gara subentra il nervosismo e non si è più lucidi come si dovrebbe, non riuscendo più a giocare come si sa normalmente fare. Conte è riuscito a tirar fuori da questa squadra il meglio e non bisogna dimenticare da dove si arriva, da due campionati dove non si era andati oltre il settimo posto e lui ci ha portato fino a qui. A inizio stagione tutti gli juventini avrebbero firmato per trovarsi dove siamo oggi. Sarebbe bastato vincere tre partite, anziché pareggiarle, per avere sei punti in più e di conseguenza essere primi in classifica con qualche lunghezza di vantaggio, mi spiace che questo non sia successo".
La gara con il Genoa, che ha la peggior difesa del campionato, come sarà affrontata dalla Juventus, che ha il reparto arretrato più solido, ma che si ritrova senza tre titolari, con due punti in meno del Milan e vede lo scudetto un po' più lontano?
"E' vero che il Genoa ha preso tanti gol, ma ha anche battuto l'Udinese, la Lazio due volte e il Napoli e la Juventus in difesa non avrà Barzagli e Chiellini che sono infortunati e Bonucci che è squalificato. Sarà una partita difficilissima, perché come giustamente prima lei ricordava la Juventus perde punti con le squadre di medio-bassa classifica e con le grandi invece fa delle belle partite e questo mi preoccupa, perché il Genoa è una squadra che sta lottando per non essere risucchiata nella zona retrocessione e non vorrei che ci scappasse l'ennesimo pareggio. E' normale che si voglia rimanere imbattuti, ma se di questi tredici pareggi se ne fosse alternativamente vinta una e persa un'altra si avrebbero otto punti in più in classifica. Purtroppo la squadra è questa e davanti non abbiamo giocatori che possono essere definiti top player, Vucinic è bravo tecnicamente, ma contro il Bologna a parte il gol non l'ho visto particolarmente bene. In attacco siamo carenti, purtroppo".
Forse con il mercato di gennaio non sono arrivati attaccanti che possono fare la differenza.
"Infatti, mettere in campo Borriello o Del Piero non fa molta differenza, Alex non è più splendido come qualche anno fa, ormai ha la sua età, ma quando ha giocato non ha fatto meno di Borriello che è un giocatore in più e può servire quando si fa male qualcuno, però non è quel calciatore che posa far fare il salto di qualità".




