Bianchi: "Napoli da titolo. Cavani-Klose che duello!"
esclusivaLuca Bargellini
Ottavio Bianchi, indimenticabile ex tecnico del grande Napoli di inizio anni '90, è intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb.com per analizzare il match di questa sera al San Paolo fra gli uomini di Mazzarri e la Lazio di Vladimir Petkovic. "Entrambe le formazioni non hanno particolari problemi in questo momento della stagione - afferma Bianchi -. Prima dell'ultimo turno di campionato sia Napoli che Lazio avevano fatto molto bene e non credo che un risultato non positivo possa mettere a rischio una stagione. La Lazio, ad esempio, avrebbe meritato qualcosa in più nella gara con il Genoa per stessa ammissione di alcuni giocatori del Grifone. Il Napoli invece a Catania ha risentito un po' del clima veramente caldo, ma per quanto mi riguarda rimane la favorita assieme alla Juventus per la vittoria dello scudetto".
Un'affermazione forte.
"Il Napoli ha lo stesso staff tecnico da anni e anche la rosa non ha subito grosse variazioni. E' una squadra buona che non ha punti deboli e anche in panchina ha riserve di livello. Possiamo dire che il Napoli ha operato bene anche nello scorso mercato estivo. Ripeto, azzurri e bianconeri sono i favoriti per la lotta al titolo. Molto dipenderà da quanto risentiranno della stanchezza per gli impegni internazionali".
Stasera al San Paolo ci sarà anche una sfida nella sfida fra Edinson Cavani e Miroslav Klose.
"Tecnicamente i due sono calciatori completamente diversi e anche con qualità fisiche molto lontane fra loro. Klose è un vero e proprio realizzatore, fenomenale in uno spazio di campo molto limitato. Cavani, invece, è un calciatore a tutto campo. Non c'è da stupirsi a trovarlo in difesa. Diciamo che l'unico punto in comune fra loro è la capacità di andare in gol".
Del duello De Sanctis-Marchetti, invece, che ne pensa?
"Sono due giocatori molto affidabili che dimostrano come continui nel tempo la tradizione italiana di bravi portieri".
Si aspettava Lorenzo Insigne già così decisivo ai primi impegni in Serie A?
"A 18 anni solo in Italia un giocatore viene considerato troppo giovane per giocare titolare in campionato. All'estero calciatori della stessa età militano già con continuità in molti club oltre che nelle varie Nazionali. Se Insigne ha fatto bene in Serie B non vedo perché non debba fare lo stesso in Serie A".




