Camolese: "Alla Lazio serve un vice Klose"
esclusivaElena Rossin
Abbiamo intervistato in esclusiva Giancarlo Camolese, ex giocatore centrocampista che a fine carriera ha intrapreso la professione di allenatore, attualmente è docente della facoltà di Scienze motorie di Torino e opinionista delle trasmissioni calcistiche di Mediaset. Con lui abbiamo parlato del calciomercato della Lazio, nella quale militò da giocatore dal 1986 al 1988, e dei contatti che ha avuto per tornare ad allenare.
Petkovic finora ha allenato in Svizzera e per un breve periodo in Turchia, un'emergente sul quale puntare o una scommessa per la Lazio?
"Credo che in questo momento non ci sia una sola logica che guida le società nella scelta degli allenatori legata magari ai risultati o ad una carriera o ad una formazione particolare alle spalle, ma più logiche. Ultimamente in Italia c'è chi si affida ad allenatori giovani e altri a persone più esperte, ma non sempre basandosi principalmente sul merito. Per quel che mi riguarda comunque chi fa l'allenatore è sempre bravissimo, però alle volte ci sono delle logiche da parte delle società che alle volte sfuggono ai più".
La Lazio in questo periodo sembra abbastanza ferma per quel che riguarda il calciomercato, a parte aver preso Ederson dal Lione, che però non è ancora stato ufficialmente presentato.
"Anche sotto questo aspetto, facendo un discorso generale, essendoci pochi soldi in giro, e tutti lo sanno, le società cercano di arrivare a migliorare le squadre o con scambi o aspettando dal punto di vista commerciale il momento più propizio, senza aver fretta di concludere la campagna acquisti. In questo momento si è all'inizio del calciomercato e tutti sondano per cercare di capire se è possibile fare qualche buon affare. Molte squadre devono fare i conti con i bilanci piuttosto che con le aspettative tecniche".
La Lazio in quali reparti deve rafforzarsi?
"La Lazio è una squadra che lo scorso anno ha fatto molto bene ed è stata sfortunata perché nel momento importante della stagione ha avuto molti infortuni soprattutto fra i giocatori chiave e questo le ha fatto perdere quei punti che le avrebbero consentito di arrivare fra le prime tre. Quindi credo che al di là di questa considerazione, la Lazio deve solamente puntellare una squadra che comunque è già solida e ben strutturata, non c'è bisogno tutte le stagioni di rifare le squadre, alle volte basta un acquisto per reparto per fare un ulteriore salto di qualità, che è poi quello che si augurano tutti i tifosi della Lazio. L'analisi di quello che occorre alla Lazio la devono fare la società e l'allenatore valutando anche prestiti e comproprietà, ma la squadra parte già da un'ottima base".
Un discorso a parte va fatto per Klose che è un giocatore molto importante, ma che si avvia verso la fine della carriera.
"Lui lo scorso anno ha fatto veramente delle buonissime cose, però effettivamente nella costruzione di una squadra c'è da tener conto anche dell'età dei giocatori, quindi questo magari farà riflettere i dirigenti della Lazio e l'allenatore cercando di completare il reparto offensivo con qualche giovane promettente, in modo che se Klose dovesse non disputare qualche partita alle sue spalle ci sia un giocatore competitivo, perché nella costituzione di un gruppo il mix fra calciatori esperti, giovani, emergenti e affermati è sempre il fattore che fa la differenza".
Quando la rivedremo in panchina?
"Questa è una bella domanda e mi fa piacere che me l'abbia fatta, perché ho avuto dei contatti, ma ovviamente questo non significa automaticamente che tornerò ad allenare poiché in questo periodo le società sentono più allenatori e solo dopo scelgono. Noi tutti sappiamo che fare l'allenatore è un mestiere nel quale si viene scelti, quindi l'unica cosa che si può fare è quella di farsi trovare pronti ed è quello che cerco di fare anch'io e da parte mia ci sono grandi stimoli e tanta voglia di tornare ad allenare".
Prima parlava di contatti con società di serie A o di B?
"Ho scambiato un po' di chiacchiere con società sia di A sia di B, però al momento siamo nell'ambito dei discorsi per sondare il terreno, speriamo che i discorsi fatti si concretizzino, comunque è meglio parlarsi una volta in più in modo che le società possano valutare se la persona che hanno contattato è quella giusta sia per il progetto tecnico sia dal punto di vista umano. Per quel che mi riguarda il discorso della serie A o della B conta poco, mentre l'importante è che ci sia un progetto sportivo chiaro e che abbia una logica".




