Cravero: "Palermo-Catania, velocità contro fisicità"
esclusivaElena Rossin
Abbiamo intervistato in esclusiva Roberto Cravero, cresciuto nelle giovanili del Torino dove poi ha giocato in prima squadra dal 1981 all'83, dall'85 al '92 e dal '95 al '98; ha indossato anche le maglie del Cesena dall'83 all'85 e della Lazio dal '92 al '95. Attualmente è commentatore sportivo per Mediaset. Con Cravero, che ha vissuto le stracittadine a Torino e a Roma, abbiamo parlato del derby Palermo-Catania. In un derby la forza delle due squadre non la si misura guardando che posizione occupano in classifica. Al Palermo mancano i punti non conquistati in trasferta nel girone d'andata. Il Catania ha disputato un campionato con maggiore linearità. I rosanero devono temere gli esterni e il gioco da fermo dei rossoazzurri e viceversa il Catania deve stare attento agli attaccanti del Palermo.
Il Palermo nelle ultime giornate è scivolato nella zona delle squadre che lottano per non farsi coinvolgere nella retrocessione, mentre il Catania avendo disputato un campionato più lineare è appena sotto la zona di quelle che lottano per un posto in Europa. Come sarà il derby siciliano?
"Trattandosi di un derby subentrano altri elementi, mentre la classifica lascia il tempo che trova. In queste gare diventa determinante la voglia di dare una soddisfazione ai tifosi, di non fare brutta figura, la supremazia regionale e quindi al di là della differenza in classifica penso che sia una partita a sé, con motivazioni altissime, con grande seguito e come tutti i derby non si può fare un pronostico perché conta poco anche la condizione fisica, atletica e psicologica della squadra. I derby sono partite che vanno oltre tutte le altre, sono gare a sé e vengono vinti da chi ha più motivazioni".
Quali caratteristiche dovrà sfruttare la squadra di Mutti per provare a fermare quella allenata da Montella?
"Penso che la squadra di Mutti abbia grande qualità, deve sfruttare soprattutto l'attacco e i suoi giocatori migliori devono centrare la prestazione e la partita, allora il Palermo potrà mettere in difficoltà il Catania. La squadra di Montella, invece mi sembra abbastanza solida, al di là dell'episodio di martedì dei tre gol subiti a Cagliari, è stata sempre squadra, Montella è stato bravo a creare un grande gruppo che in ogni suo elemento sa sacrificarsi ed ha grande corsa e in più sa sfruttare le qualità degli esterni e ha dei centrocampisti che, oltre a difendere, riescono ogni tanto ad andare in gol. Molto probabilmente Montella e il Catania hanno disputato un campionato migliore, il Palermo ha fatto la stagione che tutti si aspettavano e gli mancano i punti fuori casa del girone d'andata dove ha sempre perso dalla settima giornata in poi, ad eccezione del pareggio a Parma, se poi aggiungiamo che ha perso anche a Bergamo con l'Atalanta e ha pareggiato a Roma con la Lazio e a Novara, i punti in trasferta nel girone d'andata sono stati tre in tutto. Nelle partite casalinghe il Palermo faceva bene, però gli è mancata la continuità".
All'andata il Catania vinse due a zero con gol di Lodi e Maxi Lopez (attualmente al Milan) su rigore, il Palermo deve temere più gli attaccanti del Catania o l'intera squadra nel suo complesso?
"Il Palermo deve temere i due esterni Gomez e Barrientos, se giocheranno, perché riescono a far fare il salto di qualità a questa squadra, e i calci di punizione, il gioco da fermo, perché Lodi dal limite dell'area è uno specialista ed è tra i migliori giocatori in Italia. Vedremo la fisicità del Catania contro la velocità di Miccoli ed Hernandez, se giocheranno. Chi creerà supremazia e sfrutterà meglio le proprie qualità e gli errori e le carenze dell'avversario vincerà questo derby siciliano".




