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D'Amico sulla sospensione: "Situazione assurda"

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Matteo Bursi
martedì 28 febbraio 2012, 18:452012
autore Matteo Bursi
28.02.2012 18:452012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

I procuratori Claudio Pasqualin e Andrea D'Amico sono stati sospesi per un anno dalla Commissione Disciplinare per aver violato il regolamento degli agenti. Andrea D'Amico commenta la sospensione in esclusiva a Tuttomercatoweb.com.
"E' una situazione assurda. Si riferisce - dichiara Andrea D'Amico - ad una vicenda amministrativa di sei anni fa, nella quale io sarei considerato responsabile solo per essere socio di una società di cui non ero legale rappresentante e che ha chiesto ed ottenuto un legittimo decreto ingiuntivo per un pagamento assolutamente corretto e lecito, peraltro nell'ambito di un affare che mi vedeva del tutto estraneo. La magistratura sportiva ha ritenuto l'operazione perfettamente lecita e mi ha considerato, in ogni caso, giustamente estraneo alla vicenda, mentre per quella sportiva l'esito è stato esattamente l'opposto.

Risulta incredibile che io sia chiamato a rispondere di una attività svolta da altri, quando invece la responsabilità professionale e disciplinare deve considerarsi sempre personale. Con serenità, ma con fermezza, proporremo un immediato appello. Ci sembra assurdo che ci sia una responsabilità solidale del socio relativamente all'attività di un amministratore della stessa società. Tra l'altro - prosegue D'Amico -, stiamo parlando di un attività lecita e corretta come ha stabilito la sentenza Nr 33427/2010, con la quale il Tar del Lazio ha dichiarato l' illeggittimità dell'art 25 REAAC 2010 nella parte in cui ha imposto l'esclusiva devoluzione al TNAS delle controversie nascenti dall'incarico professionale, richiamando peraltro la giurisprudenza della Corte Europea che qualifica l'attivita dell'agente come libera professione e quindi non assimilabile a quella dei tesserati.
Issomma una disputa prettamente giuridica, in cui l'unica cosa importante e' che il mio comportamento professionale ed umano sia non solo totalmente estraneo ai fatti; in 23 anni di carriera la mia correttezza, onestà ed educazione sono sempre stati confermati da tutte le componenti del mondo sportivo nel quale opero, rispetto ad un'incomprensibile asserita responsabilità oggettiva personale".

Fonte: Intervista di Raffaella Bon
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