Giordano: "La Lazio non sottovaluti il Chievo"
esclusivaElena Rossin
Abbiamo intervistato in esclusiva Bruno Giordano, ex attaccante che militò nella Lazio dal 1975 al 1985. Attualmente è un allenatore e fa il commentatore sportivo per Mediaset Premium. E con lui abbiamo parlato della sua ex squadra. Sulla Lazio giudizi affrettati in estate e anche adesso dopo due vittorie. Petkovic sta maturando esperienza e cercando di portare il suo credo nel campionato italiano.
La Lazio in estate non aveva convinto del tutto, ma dopo due gare è a punteggio pieno. Valutazioni estive errate o avvio di stagione più positivo delle previsioni?
"Era affrettato il giudizio iniziale dopo qualche amichevole estiva come lo è adesso, perché dopo due partite non si può giudicare il valore di una squadra. Anche la Sampdoria sarebbe a quota sei se non avesse avuto la penalizzazione e le sue vittorie avrebbero più significato delle due partite vinte dalla Lazio poiché la Samp è andata a vincere addirittura a Milano, però è talmente presto e un primo bilancio si potrebbe fare intorno alla nona-decima partita".
Che partita sarà Chievo-Lazio? Sulla carta i biancocelesti sono favoriti, ma i veneti spesso non si fanno sorprendere.
"Di partite semplici in Italia non ce ne sono perché il campionato è molto equilibrato, per cui per la Lazio sottovalutare il Chievo potrebbe essere controproducente e questa gara va affrontata con la giusta concentrazione. La Lazio si fa preferire al Chievo e se gioca da Lazio può vincere, ma se non avrà le motivazioni giuste rischia grosso".
In molti su Petkovic non avrebbero scommesso, forse perché era poco conosciuto, ma per quello che si è visto è già riuscito ad entrare nell'ottica del campionato italiano?
"Credo che anche lui stia maturando esperienza e stia cercando di portare il suo credo nel campionato italiano. Forse deve imparare a conoscere meglio gli avversari, ma oggi è molto più semplice farlo perché ci sono molti strumenti a disposizione. E' stato accettato nella maniera giusta dalla tifoseria e mi sembra una persona a modo e mi auguro che possa fare bene, ma è chiaro che in Italia sono sempre i risultati a determinare se si è bravi o meno".
E soprattutto se i presidenti hanno pazienza di attendere che l'allenatore trovi le soluzioni quando arrivano i momenti di difficoltà.
"Non solo i presidenti, ma anche l'opinione pubblica. Ricordiamo tutti che neanche dodici mesi fa Allegri era l'allenatore più importante d'Italia e dopo una stagione così così è messo in discussione ogni domenica. In Italia si parla tanto di progetti e di programmazione, poi se un allenatore sbaglia tre o quattro partite rischia di essere esonerato".




