Tacchinardi: "La Juve ha ferocia e fame di vincere"
esclusivaElena Rossin
Abbiamo intervistato in esclusiva Alessio Tacchinardi, ex centrocampista che militò nella Juventus dal 1994 al 2005, attualmente allena la Berretti del Pergocrema, società nella quale aveva iniziato a giocare a calcio. Il Novara è un avversario difficile, ma la Juve ha un obiettivo e non fallirà. L'imbattibilità nel campionato è un traguardo storico. La Juve sta costruendo il suo destino.
Passano le partite e la Juventus si avvicina sempre più allo scudetto continuando a marciare senza passi falsi. Il prossimo "ostacolo" è il Novara che se vuole continuare a sperare nella salvezza deve per forza vincere. Per i bianconeri si prefigura una domenica tranquilla?
"No assolutamente no, anche perché il campo ha dimostrato che con le squadre che si chiudono la Juve soffre, però è anche vero che questa Juve non è più quella dei quattordici pareggi perché ha una marcia in più e quindi non penso che il Novara, per quanto si stia impegnando, possa frenare la marcia inarrestabile di questa squadra. La Juve quando ha un traguardo così vicino ha quella ferocia e quella fame che bisogna avere in questi momenti. Penso che il Novara sarà un avversario difficile e dico finalmente perché si va a giocare le partite che "non contano" con squadre praticamente retrocesse e bisogna giocarsele come avviene in tutti gli altri campionati, così è ancora più bello, più sudato e più da godere. Sarà una gara difficile per la Juventus perché il Novara ha dimostrato battendo la Lazio di stare bene, ma avendo visto la gara dico che questa Juve ha sicuramente molto molto in più della Lazio e vincerà la partita, anche perché il traguardo è troppo vicino e non penso che fallirà quest'occasione".
La forza di questa Juventus sta nell'aver la difesa più solida del campionato o pur non avendo l'attacco più prolifico ad andare in gol con moltissimi giocatori?
"A mio parere i campionati si vincono con una grande solidità difensiva e questo ha portato ad avere una squadra indistruttibile, perché non dobbiamo dimenticare che la Juventus è imbattuta. Penso che Conte batta molto sul tasto dell'imbattibilità, a prescindere dallo scudetto, perché vuole veramente scrivere la storia di una squadra che non perde mai in un campionato e questa è una cosa pazzesca e quindi lavora molto su questa motivazione. Questa squadra non gioca solo per lo scudetto, ma per fare qualche cosa anche oltre vincere il campionato, perché finire da imbattuti forse rimarrà storico chissà per quanti anni. Quindi i campionati si vincono con la fase difensiva, però adesso devo dire che la squadra ha trovato, a livello di conclusione, giocatori che vanno in gol più spesso e si sono sbloccati un po' tutti, in ultimo Borriello, e come dice Conte ai suoi giocatori si sta marciando verso un sogno, però non devono mollare e sentirsi appagati, ma non credo che lo faranno perché il traguardo è vicino e in più hanno molta birra nelle gambe e quando si sta bene fisicamente non subentrano problemi e tutto riesce meglio".
Avere tre punti di vantaggio a quattro giornate dalla fine mette la Juventus nella condizione di essere solo lei l'artefice del suo destino?
"Sì decisamente, Conte è sempre stato abituato ad avere la mentalità vincente e nelle sue dichiarazioni dice che non si ricorda mai nessuno di chi arriva secondo e quando ha parlato degli scudetti vinti e persi sul più bello c'ero anch'io e quindi mi sentivo parte delle sue dichiarazioni. Lui sa cosa vuol dire vincere e credo che le esperienze positive, ma soprattutto quelle negative, lo hanno forgiato e fatto crescere, ha avuto anche la fortuna di poter fare gavetta e vincere un campionato di B, che non è mai facile, e quindi sa gestire il vantaggio e sa cosa vuol dire. La Juve ha il suo destino in mano e se lo sta costruendo in maniera pregevole".




