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Europa League: prestigio o fastidio?

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Arturo Minervini
mercoledì 3 ottobre 2012, 22:302012
autore Arturo Minervini
03.10.2012 22:302012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

L'Italia e l'Europa League. Un rapporto divenuto - dopo un lungo periodo di sintonia sotto la vecchia nomenclatura - negli anni conflittuale. Un approccio superficiale ed un atteggiamento quasi di fastidio verso l'impegno europeo meno prestigioso - e soprattutto meno ricco rispetto alla Champions League - hanno portato al crollo nel Ranking Uefa ed alla conseguente rinuncia ad un posto nella Champions stessa. Snobbismo giustificato? Atteggiamento provinciale? Semplice incapacità a sostenere il doppio impegno? Una fetta di verità può essere tratta da tutti questi interrogativi, che raccontano - in maniera superficiale ed approssimativa - le difficoltà delle nostre squadre ad approcciarsi alla competizione. Importanti sulla questione - e su un possibile quanto auspicabile cambio di rotta - le parole del tecnico laziale Vladimir Petkovic: "Si deve giocare allo stesso modo in campionato e in Europa. Sarebbe stupido non considerare un traguardo raggiunto l'anno prima". Queste le parole del mister biancoleste alla vigilia della sfida agli sloveni del Maribor. Per Petkovic nessuna rivoluzione, nessun turn-over sfrenato in vista del campionato. Come già fatto nella sfida con il Tottenham, la Lazio scenderà in campo(con qualche piccola eccezione) con gli uomini migliori perché citando Petkovic - sarebbe "stupido non lottare per un traguardo raggiunto l'anno prima". Come dargli torto?
Se alla Lazio è stata fatto una scelta chiara, per le altre tre italiane impegnate nel torneo la scintilla fatica a scoccare. In casa Udinese - dopo un abbondante turn-over nell'esordio con l'Anzhi - per questo secondo turno Francesco Guidolin sembra essere sulla stessa linea di Petkovic.

Sarà il fascino di Anfield, sarà che la squadra ha bisogno di trovare risultati per recuperare fiducia. Sarà quel che sarà. Di fatto, per la sfida con il Liverpool ,i friulani schiereranno la formazione migliore, ritorno del figliol prodigo Di Natale compreso. E chi se ne frega se domenica c'è la difficile sfida al San Paolo in campionato con il Napoli. Discorso ancora differente per Napoli ed Inter. Il club di Aurelio De Laurentiis in questa stagione ha esplicitamente deciso di puntare tutto sul campionato, lasciando l'Europa League come semplice vetrina ai calciatori meno impiegati in nel torneo nostrano. In vista della sfida al Psv, il tecnico Mazzarri apporterà ben nove cambiamenti rispetto alla formazione che ha sbancato Genova in campionato. Politica speculare anche per Andrea Stramaccioni, che per la trasferta sul campo del Neftçi farà rifiatare gran parte dei suoi titolari. Segnali che, oltre le dichiazioni di rito, il cammino verso il cambiamento non è mai lineare e senza ostacoli. Serve tempo ed una nuova mentalità verso questa Europa League che, al momento, par essere per molti più un fastidio che un prestigio. Con buona pace del Ranking...