Final Eight: l'ultimo passo per completare l'opera
Antonio Vitiello
L'ultimo passo per completare l'opera. Dopo i trionfi nel derby Inter e Lazio si affrontano a Gubbio nella finale del campionato Primavera che promette spettacolo. Difficile dire chi stia meglio tra le due squadre che sono reduci dagli esaltanti successi contro Roma e Milan. I biancocelesti di Bollini, che nel loro girone erano arrivati secondi proprio dietro ai giallorossi, hanno eliminato il Torino ai quarti e poi liquidato 3-1 i cugini, campioni in carica e favoriti per il successo finale dopo la vittoria della Coppa Italia e il secondo posto al Viareggio. Solida, compatta e grintosa la Lazio si è meritata la finale sotto gli occhi di Petkovic, neoallenatore della prima squadra che ha ammirato dal vivo le prodezze dei ragazzi di Bollini. Su tutti spiccano il piortiere Berardi, i centrocampisti Onazi e Zampa, già nell'orbita della prima squadra con Reja e gli attaccanti, Barreto, Rozzi ed Emmanuel Sani. Alberto Bollini vuole regalare ai biancocelesti uno scudetto conquistato l'ultima volta nel 2001, sempre sotto la sua guida.
Se dovesse fallire Petkovic, Lotito ha già in casa un allenatore valido. Dall'altra parte c'è però un' Inter lanciatissima dal rocambolesco 4-3 sul Milan arrivato all'ultimo minuto dei supplementari grazie a Longo, autore di una tripletta. Il 20enne attaccante veneto ha il futuro assicurato in serie A, dove ha già debuttato con Stramaccioni e dove potrebbe giocare con l'Inter o col Genoa, se i nerazzurri lo dovessero girare al Grifone nella trattativa per Destro. Ma l'Inter Primavera che dopo aver vinto la Next Generations Series a marzo non ha pagato il cambio di allenatore, da Stramaccioni a Bernazzani, usato sicuro del settore giovanile nerazzurro, non è solo Longo: da capitan Romanò a Crisetig, da Mbaye a Duncan, sono tanti i giovani pronti al salto in prima squadra. E se il portiere Di Gennaro si è fatto male nel derby costringendo Bernazzani a chiamare Dalle Vedove, per la finale l'Inter potrà contare in attacco anche su Livaya, di rientro dalla squalifica dopo l'espulsione nel quarto contro il Palermo. In una stagione senza trofei per i big nerazzurri, la Primavera può regalare un'altra grande gioia al presidente Moratti.




