Fiorentina, Ljajic: mamma ho preso l'aereo(planino)
Redazione TMW.
Il film è del 1990 ("Mamma, ho perso l'aereo"), mentre il successo arriva nel '91. Adem Ljajic è un classe '91 (per l'appunto) e ricorda un pò Macauny Culkin, il protagonista del film. L'allenatore della Fiorentina si chiama Vincenzo Montella, soprannominato l'aeroplanino (quando giocava), e fin da subito ha mostrato una predilezione verso il "fenomenino" serbo. Sarà per l'affinità tecnica, per il fisico similare, ma tra il mister viola ed il piccolo fenomeno si è stabilito un contatto, un'intesa che dura. Volete la riprova? Adem Ljajic è stato il migliore nel ritiro di Moena, non è entrato in alcun scandalo (vedi la Malga e le pernici), ha sempre tirato il gruppo, ha deciso spesso le amichevoli: 2 gol contro il "Monti Pallidi", 2 contro il Vigonovo, ancora doppietta contro il Val di Fassa. Poi si comincia a fare sul serio: il 5 agosto è il turno dell'Aris Salonicco. Adem veste la maglia numero 10, la più ambita, e non tradisce. Dopo un primo tempo nel quale fallisce un gol già fatto, sale in cattedra. A metà ripresa, triangolo stretto col "gemello" Jovetic e gol vincente per il 2-1 finale. Ad Instanbul viene frenato dalla traversa, ancora due gol contro il Fiesole Caldine, ieri a Viareggio ancora il suo sigillo: su punizione, prima di servire l'assist a Seferovic su calcio d'angolo. Dieci gol in tutto. Insomma, Lajic c'è! Montella lo sa, e si oppone ad ogni ipotesi di cessione. In ogni frangente, in ogni occasione. Adem si propone come prima alternativa alla punta che verrà.
Ad essere sinceri la cosa non ci sorprende. Vedemmo Ljajic per la prima volta a Roma contro la Lazio (era il 27 febbraio 2010 e finì 1-1, segnò Keirrison allo scadere...) nel suo esordio in serie A. Ce lo aveva presentato Corvino, in sala stampa Adem sembrò poco più che un ragazzino. All'Olimpico ci colpì la corsa, la falcata, e noi (cresciuti alla scuola di Antognoni, ancor prima di Johan Crujiff) dicemmo: "Quando uno corre "bene" come lui, deve avere un grande futuro". Perchè, direte voi? Perchè chi non disperde energie durante la corsa, chi non si scompone nel giocare il pallone, è già un passo avanti rispetto all'avversario. Pensate a Mutu, uno dei pochi a correre più forte (palla al piede) del diretto marcatore. Se ci fate caso, sono in pochi a saperlo fare. Certo non basta, ma è già uno splendido inizio. Poi, lo sappiamo, Ljajic si è fermato. Colpa del rigore fallito contro il Palermo (ottobre 2010), quello contro l'Inter, sopratutto i "cazzotti" con Delio Rossi. A quel punto abbiamo alzato le mani ed abbiamo detto: "Va bene, ci siamo sbagliati, Adem va bene per il calcetto. Il calcio a 11 è un'altra cosa". Poi è arrivato l'aeroplanino, al secolo Vincenzo Montella, ed il piccolo "fenomeno" è rifiorito. In conferenza stampa ci ha detto di essere tranquillo, che niente è cambiato, che lui ci crede. I fatti gli stanno dando ragione. Lui ha aspettato l'aereo giusto, e ci è salito sopra. Insomma, Ljajic per la Fiorentina è un valore aggiunto e la mamma può stare tranquilla: Adem (finalmente) ha preso l'aereo, anzi l'aeroplanino, e non vuole più scendere.




