Firmani: "Cinesi appassionati. Molti juventini ma anche laziali"
Gaetano Mocciaro
In esclusiva per TuttoJuve Fabio Firmani, ex centrocampista della Lazio, ci introduce al mondo cinese in vista di Juventus-Napoli. L'ex centrocampista era presente nella Supercoppa italiana nel 2008 con i biancocelesti e soprattutto protagonista di una stagione con la maglia dello Xi'an Chanba International (oggi Guizhou Renhe).
Fabio Firmani, ci racconti la tua Supercoppa pechinese nel 2008?
"È stata un'esperienza bellissima e inaspettata, giocavamo contro l'Inter che era fortissima ed eravamo riusciti a strappare la vittoria. È stato curioso vedere tutti questi cinesi che erano divisi fra laziali e interisti e a differenza magari nostra, dove saremmo neutrali in caso di spettacolo fra due squadre straniere loro amano proprio identificarsi con una squadra, indossare addirittura la loro maglia, essere coinvolti".
La tua Lazio dopo quella Supercoppa fu protagonista di una brutta stagione. Il fatto di aver iniziato prima la preparazione ha influito?
"Credo che il nostro problema fosse quello di esserci inconsciamente rilassati dopo aver vinto a maggio la Coppa Italia e ad agosto la Supercoppa. Poi è vero che quando c'è un evento simile la preparazione cambia, perché non ci puoi arrivare con carichi di lavoro pesanti, mentre si punta a una preparazione più mirata alla partita e meno sul lungo corso. Puoi più o meno pagare ciò, ma la differenza la fa l'aspetto mentale ed è lì che noi abbiamo pagato".
Anche il clima cinese ad agosto non è dei migliori
"C'è un tasso di umidità maggiore, un clima e un'aria diversa ma per fortuna la partita cade a due settimane dall'inizio del campionato, quindi Juve e Napoli hanno il tempo di rientrare e recuperare. Per la Juve magari può essere un inizio non ideale visto che ad aspettarla c'è una stagione molto intensa".
Tu nel 2011 sei tornato in Cina, proprio come giocatore. Che mondo è?
"Mi ricordo che quando arrivai la prima volta a Pechino ero incuriosito e qualche anno dopo, ironia del destino, arrivò una chiamata proprio dalla Cina. La vita è completamente diversa. Magari Pechino, Shanghai e Hong Kong sono in qualche modo più simili a noi, metropoli aperte al mondo esterno e dove c'erano molti stranieri. Io ho giocato a Xi'an che è un paese meno aperto e più cinese, lo vedevi nei modi della gente".
Non molti riescono a resistere a lungo
"Devi avere un grande spirito di adattamento ma è proprio la diversità che ho incontrato che mi ha arricchito maggiormente. Mi sono trovato personalmente molto bene e il campionato è divertente".
Com'è visto il calcio italiano in Cina?
"I cinesi ne sono affascinati e lo ricordano bene, specie per gli eroi degli anni passati. Ci sono molti tifosi che ultimamente preferiscono la Premier League, ma nel corso degli anni il tifoso più grande ce lo siamo coltivato. Le squadre più popolari ovviamente sono Juventus, Milan e Inter più popolare, ma ci sono anche molti laziali e la cosa simpatica e che ci sono anche dei club di tifosi sulle nostre squadre. I cinesi amano il calcio e come stiamo vedendo si sta investendo molto e penso che in futuro possano anche loro raccogliere i frutti".




