Ghirelli: "Macalli è un bene per la Lega Pro"
Luca Esposito
E' da due anni il direttore generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli, e da quando è lui all'interno dei quadri societari la terza divisione italiana sta vivendo numerose trasformazioni. La riforma dei campionati, la regola degli under ed il lavoro per sconfiggere il male del calcioscommesse, tutto questo ma non solo. I colleghi di TuttoNocerina.com hanno contattato in esclusiva Ghirelli per parlare a 360° del presente, ma soprattutto del futuro della Lega Pro:
Salve Ghirelli, iniziamo dall'esperienza della regola degli under.
"Si, io la ritengo un'esperienza positiva. Ho visto tante gare con giovani in campo e ne sono rimasto deliziato, inoltre questa positività si può anche riscontrare nelle nazionali giovanili di Evani e Di Biagio. Ogni lega ha una mission, la nostra è valorizzare i giovani per tre motivi: limare le spese delle società, dare un futuro ai ragazzi e aumentare gli introiti di mercato".
Lei fu abbastanza critico in un'intervista dicendo che se un giovane a 23 gioca ancora in Lega Pro farebbe meglio a trovarsi un lavoro...
"Si, ma è da analizzare la frase. Io intendevo che questa è una società che non lascia spazio ai giovani e noi dobbiamo offrire alternative importanti per i ragazzi. Se un giovane, a 23, 24 anni è ancora in Lega Pro difficilmente arriverà in leghe superiori, è un dato statistico. A 30, poi, finirebbe col ritrovarsi senza lavoro e senza un livello di studio adeguato. Io ritengo che arrivati ad una certa età bisognerebbe capire che è giunto il momento di concentrarsi sugli studi e giocare a calcio per divertimento, in Serie D che è un bellissimo campionato".
Domani c'è la votazione per il presidente della Lega Pro, dopo 17 anni con Mario Macalli alla guida della terza divisione c'è la possibilità di un cambiamento?
"Questa è una questione che riguarda i presidenti. Io posso dire quello che è il mio parere: Macalli è un bene per la Lega Pro. Quando fui chiamato da lui nel Novembre 2010 per inserirmi nei quadri dirigenziali della Lega Pro mi anticipò la sua voglia di effettuare varie riforme. Ebbene in due anni sono state fatte tutte: un dato straordinario in Italia, il paese in cui le riforme non vengono quasi mai adottate. Questa riforma apre uno spiraglio alle società ed io mi ritengo fortunato ad aver lavorato per due anni con Macalli presidente".
Per riforma lei intende il futuro passaggio a 60 squadre?
"Si, anche quella riforma. Sappiamo della crisi che stanno vivendo l'Europa e l'Italia, ma ci sono due modi di affrontarla: piangere o vedere come reagire. Noi stiamo reagendo, utilizzando la crisi come trasformazione. Abbiamo inserito i budget, le regole degli under per donare tranquillità ed equilibrio".
La Lega Pro, inoltre, si sta segnalando per un continuo lavoro contro le scommesse clandestine.
"Si, per noi parlano i dati. Quando è iniziata l'inchiesta di Cremona su 40 squadre ben 15 erano di Lega Pro: un dato allarmante. Noi ci siamo messi sotto, con lavori di sorveglianza continua, codice etico, incrocio dei flussi di scommesse e abbiamo abbassato la soglia passando soltanto a 5 segnalazioni di cui una rossa. Tra poco inizieranno le gare e non c'è stata alcuna segnalazione: sono i dati che parlano. Noi ora siamo in grado di esportare il nostro modello anche in Francia, Inghilterra, Spagna. Sappiamo, tuttavia, che non possiamo abbassare la guardia perchè questi delinquenti ogni giorno trovano nuovi metodi per provare a truffare le persone e le società".
Tornando al calcio giocato e guardando al girone B, quello della Nocerina, che idea s'è fatto di questo campionato?
"E' spettacolare. Ho visto tantissime gare, iniziando da Avellino Prato, e devo dire che è il girone più equilibrato. Ogni domenica ci sono cambiamenti in classifica e spero che rimanga aperto fino alla fine per tutte le squadre".
L'ultima domanda: c'è la possibilità in un futuro di vedere in Lega Pro anche le seconde squadre delle società di Serie A come accade in Spagna?
"Non credo assolutamente, anzi sarebbe la condanna per il nostro movimento. In Italia esiste una Terza Divisione molto forte, dalla grande storia e con squadre che rappresentano città importanti e capoluoghi di provincia. Non siamo contro l'ingresso di capitali, come successo con la Salernitana, ma non avrebbe senso vedere partite come Lazio B-Nocerina, ad esempio".




