GL Rossi : "Contro il Napoli Inter cinica e letale, rimpiango ancora Pandev"
Redazione TMW.
Bello ritrovarsi al secondo posto con sorpasso sul Napoli a -4 dalla Juve. Bello vincere l'ennesimo scontro diretto pur con una condizione atletica inferiore a quella dell'avversario. Bello (ri)scoprirsi cinici e vincenti anche senza Sneijder, ma con un Cassano in più. Le sue pile si esauriscono sempre anzitempo, ma ogni palla giocata da Fantantonio è una delizia, mai scontata, mai banale. Ed è bello aver ritrovato il Milito goleador, al suo 28° centro nell'anno solare 2012, più di Cavani e aver saggiato ancora una volta la costante utilità di Nagatomo e di Gargano, le cui corse perenni sono il vero ossigeno del centrocampo dell'Inter, anche se molti non lo capiscono. E bello è anche aver finalmente capito perché si sono spesi 10 milioni per Pereira, alla sua prima gara importante, visto che finora aveva deluso, rischiando di far compagnia a Silvestre tra i flop stagionali di mercato. Nel momento topico l'uruguagio ha rischiato anche la più goffa della autoreti, ma gli è andata bene e magari anche questo è un segno del destino. In fin dei conti, l'Inter ha lasciato al Napoli solo un lungo possesso palla, poco premiante ai fini del 2-1 finale.
Il primo tempo nerazzurro è stato cinico e letale, la ripresa di resistenza e di ripartenza, con un paio di occasioni con Nagatomo e Palacio che avrebbero potuto rendere il risultato anche più rotondo.
Da lustrarsi gli occhi in avvio il corner-assist di Cassano, atterrato sul piede di Guarin, arrivato da centrocampo per battere al volo De Sanctis.
Già, Fredy Guarin, nel ruolo che doveva essere di Sneijder, bravo a caricarsi la squadra sulle spalle e a confezionare in chiusura di primo tempo pure l'assist per il raddoppio di Milito, dopo bella iniziativa in fascia del redivivo Pereira. In mezzo un bel 'panino' di Britos e Cannavaro su Cassano che, visto e rivisto, avrebbe meritato il rigore, ma né Rizzoli né assistenti vari ci hanno capito molto.
Cambiasso al centro della difesa ha faticato a contenere certe puntate di Cavani, ma se l'è cavata col solito mestiere, anche perché stavolta Ranocchia ha giganteggiato davvero e Juan Jesus gli è andato dietro con metodo. Bravi pure Zanetti e Gargano a darsi il cambio nel prendersi cura di Hamsik, soprattutto quando il gol in apertura ha permesso all'Inter di giocare come da qualche tempo gli riesce meglio, d'attesa e in ripartenze velocissime, esaurite le quali Milito e Cassano sono pure rientrati più del solito, finendo stremati nella ripresa e opportunamente sostituiti da Coutinho e Palacio, ad un soffio dal terzo gol nel finale.
Il Napoli ha fatto più gioco, ma Maggio e Zuniga sugli esterni hanno sofferto Pereira e Nagatomo e si è anche mangiato qualche gol prima e dopo riaperto la gara su un'azione convulsa finalizzata da Cavani con Pandev, che personalmente rimpiango ancora oggi, in posizione di fuorigioco neanche difficile da vedere, ma pure stavolta, né Rizzoli né i suoi collaboratori se ne sono accorti. Così come di un intervento da giallo del già ammonito Behrami su Guarin che a rigor di logica avrebbe potuto rompere la parità numerica.
Comunque sia, l'Inter procede a strappi e resta all'inseguimento della Juve. Ora a Roma con la Lazio sarà durissima, ma firmo già oggi per mantenere a Natale lo stesso distacco dalla vetta.




