Il Milan e l'equivoco tattico, Allegri sotto accusa
Antonio Vitiello
Inizia nel peggiore dei modi il filotto di partite che il Milan da ieri sera doveva affrontare nel giro di pochi giorni. La sconfitta contro la Lazio ha aperto ufficialmente la crisi di gioco e risultati dei rossoneri che in otto gare hanno perso ben cinque partite, mostrando evidenti limiti tattici e tecnici. Massimiliano Allegri ha voluto cambiare il modulo che nelle ultime gare aveva dato piccoli segnali di miglioramento e il Milan è tornato a commettere gli stessi errori. Il livornese ha riproposto Boateng nelle vesti di trequartista ma il ghanese ha nuovamente fatto capire che affidargli la maglia numero 10 non è stata la mossa del secolo. Inoltre al di là di ogni consegna tattica Boateng non è mai riuscito a pungere in quella posizione, proponendo pochissimi inserimenti e sbagliando anche gli appoggi più semplice. Il primo tempo contro la Lazio ha visto uno dei peggior Milan della sua storia recente. Incassare due gol e non proporre mai gioco, andando tra l'altro in perenne difficoltà su ogni accelerazione dei laziali. Allegri a fine gara ha giustificato la scelta di tornare al 4-3-1-2 affermando di aver voluto dare maggior densità al centrocampo ma ha finito per consegnare letteralmente la gara agli uomini di Petkovic. La riprova arriva addirittura nella stessa gara quando Allegri si accorge dell'errore e cambia nuovamente schieramento passando al 4-2-3-1, modulo che che prima della sosta aveva fatto notare lievi miglioramenti. Il Milan magicamente torna ad essere più quadrato in campo e trova addirittura due gol. La reazione è tardiva e poco sufficiente per colmare il disastroso primo tempo dominato dalla Lazio ma Allegri ci ha messo del suo per continuare la striscia negativa di risultati. Lo stesso Galliani non le ha mandate a dire appena concluso il match: "Non abbiamo voglia di cambiare la guida tecnica ma Allegri deve trovare delle soluzioni", così come lo stesso Bonera che a fine gara ha sottolineato un aspetto importante: "Avevamo trovato una certa solidità giocando col doppio mediano ma l'allenatore ha scelto di schierare De Jong davanti alla difesa più due giocatori più offensivi come Nocerino e Montolivo, che non è un interditore anche se si abbassava un po'. In questo momento siamo un pò fragili anche nel modulo".
La giustificazione parziale che il tecnico milanista può avanzare di fronte alle critiche è che questa squadra è stata totalmente smantellata durante la campagna acquisti estiva. Ma gli errori tattici e concettuali sono enormi. Il Milan non è più quello ammirato in passato ma il livornese non fa nulla per migliorarlo, anzi, ci mette del suo per consegnare le partite agli avversari. In 71 anni il club di via Turati non aveva mai avuto un inizio così disastroso, appena due vittorie e un pareggio in otto partite di campionato, una media da retrocessione per una squadra che però vale milioni e milioni di euro.




