Il punto sulla A - L'Inter vola e sogna l'impresa
Raimondo De Magistris
"La Juventus non molla mai". E' più di una frase fatta. E' la squadra di Antonio Conte e mercoledì sera c'è stata l'ulteriore conferma. Una vittoria arrivata allo scadere, qualche minuto più tardi dei successi ottenuti comunque dopo l'80esimo contro Siena e Napoli. Tre punti importantissimi che confermano lo score da paura: nove vittorie e un pareggio in dieci giornate. Cammino da capolista incontrastata, da squadra che non può temere la corsa delle rivali.
A minare queste certezze sabato sera ci proverà l'Inter di Andrea Stramaccioni. Contro la Sampdoria, soprattutto nella ripresa, i nerazzurri hanno confermato di essere la squadra più in forma del momento. Vittoria in rimonta, sesto successo consecutivo in campionato per volare a Torino con una ritrovata fiducia grazie anche al secondo posto in classifica.
L'ultimo turno, infatti, è stato anche quello che ha ribadito il momento delicato del Napoli. Tre sconfitte nelle ultime quattro partite, un ko rimediato a Bergamo che - nonostante le buone indicazioni sotto il profilo del gioco - ha confermato che le alternative a disposizione del tecnico di San Vincenzo non sono quelle delle prime due della classe. L'importanza dell'assenza di Cavani era palese anche in casa contro il Chievo. Con l'Atalanta è diventata decisiva e gli azzurri non sono riusciti a tramutare in gol la grande mole di gioco offensivo creato. Per un pronto riscatto c'è ora la sfida del San Paolo contro il Torino, ma guai a dare i ragazzi di Ventura per battuti: nelle cinque trasferte finora disputate la squadra granata non ha mai perso e anche all'Olimpico contro la Lazio ha confermato di essere una squadra ostica da affrontare.
Per i biancocelesti di Petkovic vale un po' il discorso fatto in precedenza col Napoli. Ci sono dei titolari di cui non è proprio possibile fare a meno. Quando nella stessa partita mancano sia Ledesma che Hernanes il gioco ne risente e parecchio.
La situazione in casa Lazio, comunque, è tutt'altro che allarmante. A differenza di ciò che accade sull'altra sponda del Tevere. La Roma subisce un'altra sconfitta in rimonta e ne prende tre anche dal Parma, confermandosi come peggior difesa del torneo. Tutti i dirigenti assicurano che la panchina di Zeman non è in discussione, ma se la Juve dopo dieci giornate ha in classifica il doppio dei punti vuol dire che poco gira per il verso giusto. A sorridere è un ritrovato Parma che col terzo successo consecutivo ha addirittura scavalcato i giallorossi in classifica. A Roberto Donadoni ha fatto bene il rinnovo e i tanti giovani a disposizione cominciano finalmente a mettersi in luce.
Ancora meglio ha fatto al Cagliari il cambio di allenatore. Il tandem Pulga-Lopez ha conquistato la quarta vittoria consecutiva e contro il Siena ha dato vita alla migliore partita della nuova gestione.
Per una squadra che col cambio di tecnico ha finalmente cambiato rotta, ce ne sono altre che proseguono con l'allenatore con cui hanno cominciato la stagione, ma potrebbero presto fare la scelta di Massimo Cellino. Le situazioni più delicate si vivono a Siena e a Pescara. Il ds Antonelli proprio ai nostri microfoni ha fatto capire che se non arriveranno i risultati un cambio di allenatore sarà inevitabile. Discorso simile a quello di Sebastiani, patron del Delfino che dopo il ko col Chievo ha mandato la squadra in ritiro per preparare al meglio la sfida contro il Parma.
A Milano, sponda rossonera, prosegue l'agonia di Massimiliano Allegri. Il capocannoniere El Shaarawy ha salvato ancora una volta il tecnico toscano, ma la sostanza rispetto al post Malaga-Milan non è cambiata: si prosegue con lui perché al momento non ci sono alternative.
Decisamente più entusiasmante il cammino della Fiorentina. Ieri sera è arrivato anche il primo successo in trasferta. E se a gennaio arriva anche un grande bomber il terzo posto diventa obiettivo possibile.




