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Il punto sulla A - La cavalcata degli invincibili

autore
Raimondo De Magistris
lunedì 22 ottobre 2012, 07:002012
autore Raimondo De Magistris
22.10.2012 07:002012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

La domanda è semplice: chi fermerà la Juventus? Più complessa la risposta, anche se gli indizi per dire 'nessuno' - così come accaduto lo scorso anno - sono diversi. Lo scontro al vertice non è stata la migliore prestazione dei bianconeri. Mancavano uomini chiave come Vucinic e Buffon (anche se la sua assenza non s'è sentita), ma i sostituti sono bastati per avere la meglio di Mazzarri e i suoi ragazzi e volare solitari in testa alla classifica. Sia chiaro: col Napoli il pareggio era forse il risultato più giusto. Solo un episodio - la mancata marcatura di Maggio sul neo-entrato Caceres - ha incanalato su binari bianconeri una gara che viaggiava sul filo dell'equilibrio. Il problema, però, è che anche contro la squadra che attua il miglior contropiede della Serie A, contro Hamsik-Pandev-Cavani - tridente letale in Italia e in Europa - la retroguardia bianconera non è mai andata in affanno. Un 3-5-2 che ci mette poco a tramutarsi in 5-3-2, pressing a tutto campo sulle fonti di gioco avversarie per annullare avversari che in Italia non riescono a sfondare. E' così che il Napoli contro i bianconeri s'è dovuto accontentare di una traversa nata da un calcio piazzato. Poi il vuoto. Poi Chiellini, Bonucci e Barzagli per dare solidità a un reparto che si sta rivelando il vero punto di forza della squadra. Lo scorso anno Conte ha vinto il campionato grazie alla migliore difesa. Quest'anno l'arma vincente non è cambiata. Anzi, è stata affinata e col successo contro il Napoli sono diventate 47 le gare di campionato senza sconfitta.

Il Napoli resta secondo, ma dietro c'è chi scalpita. C'è l'Inter che ottiene la quinta vittoria consecutiva. Cambiando il modulo il risultato non cambia per i nerazzurri. Stramaccioni opta per i tre attaccanti, a gara in corso passa dalla difesa a tre alla retroguardia a quattro perché si accorge che Marchese sulla sinistra fa quello che vuole. Tanti cambi per un unico risultato: la vittoria. Cassano e Palacio firmano il successo che conferma il terzo posto in coabitazione con la Lazio. Erano i favoriti e rispettano il pronostico i ragazzi di Petkovic. Tardiva la reazione del Milan che ora ha una classifica da paura: sette punti in otto giornate, terzultimo posto e squadre in ritiro per tutta la settimana. Allegri, per il momento, è confermato. Ma parlare di panchina bollente è riduttivo...

L'operazione 'nuovo allenatore, cambio di rotta' prosegue a gonfie vele a Verona e a Cagliari. Il Chievo di Corini, infatti, ha fermato sul pari una Fiorentina che può recriminare per un arbitraggio che ha mandato su tutte le ire il ds Pradé. Meglio, invece, il Cagliari che nell'anticipo delle 12.30 ha battuto il Bologna grazie a un lampo di Nainggolan. Ora la squadra di Pulga e Lopez può finalmente guardare la classifica da tutt'altra angolazione, a differenza del Palermo che - nonostante i miglioramenti sotto il profilo del gioco - contro il Torino non è andata oltre lo 0-0 grazie a un Gillet straordinario. La squadra di Ventura conferma di avere a disposizione una delle difese più arcigne e attente del campionato, seconda - con cinque gol subiti in otto giornate - solo a quella dei cugini bianconeri. Agli stessi punti dei granata c'è il Genoa di De Canio. Non sono bastati due gol di vantaggio ai rossoblù. La Roma grazie a una veemente reazione ha messo a segno quattro reti in meno di un'ora e ottenuto il quarto successo in campionato.

O Mago è tornato. L'Udinese ottiene il secondo successo in campionato grazie a una rete di Maicosuel. Gol e mani congiunte per chiedere scusa ai tifosi per quel folle cucchiaio col Braga che mandò in frantumi i sogni Champions. Ko un Pescara a cui non è bastata la superiorità numerica per uscire dal Friuli con un risultato positivo. Sconfitto anche il fanalino di coda Siena. Cigarini e Bonaventura hanno messo la ciliegina sulla torta ai festeggiamenti per i 105 anni di vita dell'Atalanta.