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Il punto sulla A - Stop, si scende: la Juventus torna sulla terra

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Raimondo De Magistris
lunedì 5 novembre 2012, 07:002012
autore Raimondo De Magistris
05.11.2012 07:002012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Serviva un'impresa e impresa è stata. Una gara perfetta, necessaria per porre fine allo strapotere bianconero che andava avanti da ben 49 giornate di campionato. L'Inter passa allo Juventus Stadium e viola per la prima volta il nuovo tempio dei campioni d'Italia. Bravo e coraggioso Andrea Stramaccioni a tenere il gruppo compatto e concentrato anche dopo gli errori arbitrali. Al tecnico nerazzurro servono un paio di mosse per fare scacco matto: prima, a sorpresa, parte con le tre punte. Poi, nel momento più importante della gara, inserisce Guarin e manda in tilt la difesa bianconera. Una vittoria importante che riapre il discorso scudetto, frena una Juventus che in caso di vittoria avrebbe dato vita alla prima fuga della stagione.

Juventus 28, Inter 27. La classifica ora recita così. Uno stop di cui non ne approfitta il Napoli che nel pomeriggio di ieri è stato frenato in casa dal Torino. Perfetta interpretazione della sfida da parte della squadra di Ventura che conserva la sua imbattibilità in trasferta grazie al gol allo scadere di Sansone. Decisivo l'errore di Aronica, ma ciò che sorprende è la pochezza del gioco azzurro dopo la settima rete in campionato di Cavani. Difesa e ripartenze col gioco lasciato completamente nelle mani degli ospiti. La squadra di Mazzarri resta a -5 dalla vetta e l'impressione è che questo inatteso stop possa abbassare l'asticella delle ambizioni partenopee. Alle spalle degli azzurri non c'è più la Lazio, fermata a Catania dal poker della squadra di Maran. C'è una Fiorentina scatenata che conquistando il terzo successo consecutivo si porta a -2 dalla zona Champions. Sia chiaro: nessun dubbio sulla bontà della rosa viola. Stupisce, però, la rapidità con cui Montella è riuscito ad assemblare in fretta una squadra con 18 volti nuovi e a dargli un gioco godibile che è subito riuscito a esaltare la grande qualità dei singoli.

L'undicesima giornata, però, verrà anche ricordata per le panchine salvate grazie a vittorie che valgono più di tre punti. E' il caso di Stroppa che fermando la striscia positiva del Parma ha portato il Pescara fuori dalle sabbie mobili della zona salvezza e spazzato via le voci circa un suo esonero. E' il caso di Cosmi che, a causa della pesante penalizzazione, resta all'ultimo posto in classifica, ma è riuscito ad approfittare della crisi del Genoa per portare il Siena a soli tre punti dalla zona salvezza.
Resta ben saldo sulla sua panchina anche Ciro Ferrara, nonostante la sesta sconfitta consecutiva della squadra blucerchiata. Con l'Atalanta non è bastata la magia di Mascara. Un'oasi nel deserto per una squadra che fatica a costruire gioco e ha ormai finito i bonus accumulati nelle prime cinque giornate.

Cosa resta? Resta il botta e risposta tra Bologna e Udinese. Resta un grande Milan, il primo grande Milan della stagione. Cinque gol al Chievo per mettere finalmente in mostra un gioco degno del blasone rossonero, riportare a galla Massimiliano Allegri e arrivare con la necessaria serenità alla delicata sfida di Champions League.
Resta, infine, il posticipo. La Roma ne fa quattro e si conferma il miglior attacco del campionato. A sorprendere, però, è l'unico gol subito a risultato ormai acquisito. Non si è capito bene, in verità, dove sono iniziati i meriti dell'undici giallorosso e dove i demeriti del Palermo. Importerà poco ai tifosi e - visto il periodo - con tutta probabilità a Zeman. Vincere era necessario per uscire da una crisi che rischiava di diventare cronica.