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Il tacco di Vucinic, la Roma e il fantasma di Kozak: top e flop del campionato

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Andrea Losapio
martedì 11 dicembre 2012, 16:002012
autore Andrea Losapio
11.12.2012 16:002012
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Va in archivio un'altra giornata di campionato, la sedicesima, con la Juve che ritorna ad allungare sulla prima inseguitrice (il Napoli) sfruttando lo scontro fraticida fra seconda e terza. Adesso è l'Inter a tallonare la Vecchia Signora, comunque con un buon vantaggio in classifica. Brutta caduta per il Genoa, ultimo in classifica, mentre Udinese, Milan e Atalanta si concedono un bel balzo.

I top

Il tacco di Vucinic - L'invenzione di giornata è firmata dal montenegrino che, di spalle, suggerisce per l'accorrente Lichtsteiner, bravo a capitalizzare il lavoro dell'attaccante ex Roma. I bianconeri festeggiano il ritorno di Antonio Conte e hanno la meglio di un Palermo che per ampi tratti ha dato l'impressione di poter portare a casa un risultato utile. Vittoria meritata e più quattro sull'Inter.

La Roma - Pare si sia risvegliata dopo un torpore durato anche troppo per i gusti capitolini. Zeman però è così, prendere o lasciare, le sue squadre entrano in forma dopo ma poi hanno birra per tutto il campionato. Il 4-2 con la Fiorentina è una vittoria che assomiglia tanto a quelle che il Foggia conduceva nei primissimi anni novanta. Uno spettacolo.

Zeljko Brkic - Giustamente finito sul banco degli imputati dopo qualche prestazione poco convincente, il portiere serbo sfodera una prestazione monstre che vale i tre punti. La parata sul rigore di Pozzi, stavolta, lo risarcisce di quella su Ledesma: con la Lazio era finita male, a questo giro è lui a festeggiare.

I flop

Il fantasma di Kozak - Quando non c'è Klose, la Lazio si arena. E al Dall'ara la cosa viene rispettata in pieno. L'attaccante ceco non fa niente per non far rimpiangere il panzer tedesco, fino all'assurdo intervento che porta all'espulsione. Davvero è meglio di Floccari?

Il Cagliari - Gli isolani non riescono a dare continuità ai propri risultati, incappando in una bruttissima sconfitta con il Chievo. Non sono tanti i demeriti cagliaritani, quanto i meriti di Stefano Sorrentino, capace di parare anche le mosche in una giornata che si ricorderà. Certo è che la sbandata sul primo gol costa davvero cara.

La difesa del Genoa - Per un tempo Perin sembra superman e neutralizza tutte le cariche del Grifone. Poi basta un taglio di Weiss dietro Sampirisi - e conseguente tocco magnifico di Bjarnason - per fare cadere il castello di carta di Delneri. Poi è il turno di Vukusic, al primo gol in Serie A, bucare un Frey colpevolissimo grazie a una girata non irresistibile. Forse la colpa è anche di Preziosi, stavolta.