Il tacco di Vucinic, la Roma e il fantasma di Kozak: top e flop del campionato
Andrea Losapio
Va in archivio un'altra giornata di campionato, la sedicesima, con la Juve che ritorna ad allungare sulla prima inseguitrice (il Napoli) sfruttando lo scontro fraticida fra seconda e terza. Adesso è l'Inter a tallonare la Vecchia Signora, comunque con un buon vantaggio in classifica. Brutta caduta per il Genoa, ultimo in classifica, mentre Udinese, Milan e Atalanta si concedono un bel balzo.
I top
Il tacco di Vucinic - L'invenzione di giornata è firmata dal montenegrino che, di spalle, suggerisce per l'accorrente Lichtsteiner, bravo a capitalizzare il lavoro dell'attaccante ex Roma. I bianconeri festeggiano il ritorno di Antonio Conte e hanno la meglio di un Palermo che per ampi tratti ha dato l'impressione di poter portare a casa un risultato utile. Vittoria meritata e più quattro sull'Inter.
La Roma - Pare si sia risvegliata dopo un torpore durato anche troppo per i gusti capitolini. Zeman però è così, prendere o lasciare, le sue squadre entrano in forma dopo ma poi hanno birra per tutto il campionato. Il 4-2 con la Fiorentina è una vittoria che assomiglia tanto a quelle che il Foggia conduceva nei primissimi anni novanta. Uno spettacolo.
Zeljko Brkic - Giustamente finito sul banco degli imputati dopo qualche prestazione poco convincente, il portiere serbo sfodera una prestazione monstre che vale i tre punti. La parata sul rigore di Pozzi, stavolta, lo risarcisce di quella su Ledesma: con la Lazio era finita male, a questo giro è lui a festeggiare.
I flop
Il fantasma di Kozak - Quando non c'è Klose, la Lazio si arena. E al Dall'ara la cosa viene rispettata in pieno. L'attaccante ceco non fa niente per non far rimpiangere il panzer tedesco, fino all'assurdo intervento che porta all'espulsione. Davvero è meglio di Floccari?
Il Cagliari - Gli isolani non riescono a dare continuità ai propri risultati, incappando in una bruttissima sconfitta con il Chievo. Non sono tanti i demeriti cagliaritani, quanto i meriti di Stefano Sorrentino, capace di parare anche le mosche in una giornata che si ricorderà. Certo è che la sbandata sul primo gol costa davvero cara.
La difesa del Genoa - Per un tempo Perin sembra superman e neutralizza tutte le cariche del Grifone. Poi basta un taglio di Weiss dietro Sampirisi - e conseguente tocco magnifico di Bjarnason - per fare cadere il castello di carta di Delneri. Poi è il turno di Vukusic, al primo gol in Serie A, bucare un Frey colpevolissimo grazie a una girata non irresistibile. Forse la colpa è anche di Preziosi, stavolta.




